Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Pomodoro, i lavoratori si organizzano: "Ritmi sempre più insostenibili"

Mesi fa avevamo riportato la vicenda dei lavoratori della Copador di Collecchio. Ora i sindacati Flai, Fai e Uila rompono il silenzio sull'intero comparto e annunciano la convocazione del coordinamento delle Rsu

Coinvolge più di 3 mila lavoratori in tutta la provincia di Parma. E' il settore della trasformazione del pomodoro. Sempre più contratti precari ed utilizzo delle agenzie interinali, sempre meno garanzie acquisite sul lavoro. E un esercito di stagionali che permettono di portare a termine le stagioni estive. Alcuni mesi fa abbiamo seguito la vertenza dei lavoratori della Copador di Collecchio. Ora i sindacati Flai-Cgil, Fai-Cils e Uila-Uil hanno deciso di rompere il silenzio e di preparare le rivendicazioni dei lavoratori di tutto il settore.

"Sul comparto delle Conserve Vegetali - è arrivato il momento di fare il punto della situazione. In questa delicata fase economica e produttiva pesa più che mai l'assenza di politiche di filiera che caratterizza negativamente il nostro Paese. Abbiamo letto nei giorni scorsi sulla stampa locale le accuse reciproche che agricoltori, cooperative di trasformazione e aziende industriali si sono scambiati in merito al prezzo del prodotto e non solo.

La logica del “tutti contro tutti”, così in voga in Italia ultimamente, non può che penalizzare i lavoratori del settore, più di 3.000 nella sola provincia di Parma. Oggi più che mai occorre investire in formazione, qualità del prodotto e delle produzioni, serve più consortilità tra le imprese e occorre mettere in campo le giuste sinergie per valorizzare un territorio che ha visto nascere l'industria di trasformazione.

La direzione perseguita tuttavia pare essere quella contraria, quella della competizione unicamente sul prezzo e dà come risultato emblematico l'obiettivo di strappare il cliente al concorrente piuttosto di lavorare per allargare il mercato. I lavoratori sono parte in causa diretta e nel gioco al massacro sono i primi a rimetterci attraverso la riduzione degli organici, i ritmi sempre più insostenibili, la perdita dei diritti e la riduzione dei salari.

Di fronte a questo scenario non accettiamo di rimanere spettatori passivi: da oggi metteremo in campo la nostra iniziativa per fare sentire sempre più forte anche la nostra voce e nei prossimi giorni convocheremo il coordinamento provinciale delle RSU. E' necessario che ciascuno si assuma le proprie responsabilità e che ognuno faccia la propria parte: i lavoratori da sempre e quotidianamente lo fanno.

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