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Tagli, intervista a Luigi Lucchi: "Meglio che a chiedere l'elemosina sia un sindaco"

L'11 gennaio Luigi Lucchi, sindaco di Berceto sarà in piazza Duomo per protestare contro i tagli alle amministrazioni locali. "Meglio che a chiedere l'elemosina sia un sindaco prima che tutti i suoi cittadini" scriveva a inizio dicembre su Facebook. "Sono i cittadini stessi che mantengono i Comuni attraverso tasse ed imposte ed è giusto quindi che siano loro a scegliere i tipi di servizi"

Il sindaco di Berceto già autore di contestazioni, invita tutti ad andare in piazza vestiti da mendicante, segno appunto della miseria in cui stanno cadendo le amministrazioni comunali a causa dei tagli imposti dal governo Renzi. Lo abbiamo intervistato per avere una visione più chiara delle motivazione che lo porteranno in piazza Duomo domenica 11 gennaio alle ore 11,30.

In che modo pensa di far fronte alle recenti riforme apportate dal governo riguardo le amministrazioni locali quali la legge di stabilità che influisce in maniera importante sulle casse comunali? come dovrebbe comportarsi un'amministrazione per dare una risposta concreta alle necessità dei cittadini?

"I problemi iniziano dal 2012 con il governo Monti in quanto sono stati annullati i trasferimenti dei comuni, il governo toglie dei soldi dalle tasse e dalle imposte comunali attraverso Imu Tares ecc.. e ogni governo le continua e peggiora. Vogliono obbligare i Comuni a fare i gabellieri, aumentare le tasse. Noi nel nostro piccolo cerchiamo di tenerle basse, per esempio Imu per la seconda casa e Tares del 2015 sono rimaste invariate rispetto a quelle dello scorso anno.  Cerchiamo di essere efficienti e di protestare anche nei confronti dello Stato perché non riusciamo più ad offrire i servizi, ecco il senso della protesta che sto organizzando per l'11 gennaio. Bisogna ridare potere ai Comuni perché con questo ordine di marcia i comuni è come se non esistessero più.

Vorrei aggiungere una cosa : sono contrario a tutti i carrozzoni pubblici; cioè tutti quei meccanismi che mangiano i soldi ai comuni come la raccolta rifiuti, le aziende dell'acqua e i servizi alla persona. I  comuni sono costretti ad utilizzare delle società che erogano questi servizi ma in realtà non fanno altro peggiorarli sottraendo ai cittadini stessi la possibilità di scelta nella gestione. Sono i cittadini stessi che mantengono i Comuni attraverso tasse ed imposte ed è giusto quindi che siano loro a scegliere i tipi di servizi. 

Da quando si parla di federalismo in Italia non c'è mai stato  un centralismo così forte, succede così per tante questioni; in televisione, nei giornali si parla di una cosa e nella realtà accade il perfetto contrario. Si parla di semplificazione invece c'è una burocrazia dilagante e in continuo aumento. In più i comuni andrebbero differenziati, i grandi comuni hanno necessità differenti rispetto a quelli più piccoli che tante volte vengono dimenticati. L'interesse nazionale è diretto solo a quelli grandi e indebitati tipo Milano, Roma e quelli piccoli vengono distrutti.  La protesta dell'11 è appunto più che giustificata e vuole riportare l'interesse verso i piccoli comuni".

Cosa ne pensa della legge Delrio che modifica le competenze delle amministrazioni locali?

La legge Delrio è una legge demenziale e contro la Costituzione. Ha distrutto e sottratto soldi alle provincie provocando una serie enorme di disservizi, le provincie in questo modo non riescono neanche a far manutenzione stradale. Ciò provoca un enorme disagio. Ora si parla anche di accorpare le Regioni riducendole da 20 a 5. Questa è una scelta utilissima ma in questa maniera si riconferma l'utilità dell'Ente provincia. L'idea di Bonaccini di creare le Aree Vaste và contro questa logica. Vanno bene le provincie come le abbiamo avute fino a poco tempo fa in quanto la loro funzione anche luogo di identificazione culturale". 

Nei giorni scorsi si è tenuto il primo consiglio Regionale composto dalla nuova giunta scelta da Bonaccini, cosa ne pensa delle candidature assegnate? Quali sono le proposte che lei  consiglierebbe per la Regione?

"Ho scritto a Bonaccini subito dopo la sua elezione a presidente regionale e gli ho scritto che sono a disposizione a titolo assolutamente gratuito per parlare con lui di alcune questioni; il problema della montagna e il fatto che, se questa legislatura si vuole renderla efficiente, dovrebbe servire per togliere un infinità di leggi regionali inutili e che non portano nessun beneficio ma anzi addirittura danni. Quindi più che fare nuove leggi bisognerebbe toglierne molte. Per quanto riguarda la scelta della nuova giunta credo bisogna aspettare di vederla operare perché a volte la carica fa cambiare anche le persone, per cui è giusto aspettare di vederle all'opera. Mi sembra però che la giunta sia stata creata con una logica di partito così ferrea da ricordare quella degli anni '50. Una logica da Politburo sovietico. Bonaccini è un finto innovatore da come si è comportato e in base alle scelte fatte finora. Non voglio esprimere giudizi sulle persone ma solo sulle scelte, magari ci sono persone che fino ad ora si sono dimostrate incapaci potrebbero svolgere bene il ruolo da assessore, aspettiamo".

Le recenti alluvioni hanno portato danni anche al suo Comune. Che tipo di interventi ambientali sta attuando rispetto al dissesto idrogeologico a Berceto?

"Abbiamo solo ripristinato alcune cose con somma urgenza e probabilmente verremo rimborsati dalla regione attraverso i soldi che ha stanziato il governo per far fronte ai danni. Il governo ha stanziato 14 milioni di cui 12 a Parma e provincia e 2 a Piacenza anche se non hanno avuto danni e quindi non mi spiego il perché. Dei 12 milioni la gran parte andrà a Parma, perché i danni più grossi sono stati in città e per il resto speriamo che arrivino anche alle provincie. A Berceto abbiamo avuto più di 3 milioni e mezzo di danni e ora si parla di risarcimenti minimi ma auspico che si facciano anche opere di prevenzione strutturate affinché non succedano dei danni ulteriori perché qualora si ripresentasse il problema i danni sarebbero ben peggiori. Servono altri interventi oltre alle casse di espansione. Berceto porta aventi da oramai 5 anni il patto di fiume, un patto tra comuni quali Parma, Collecchio, Sala Baganza, Felino, Terenzo e Calestano immaginando quindi tutto il bacino del Baganza programmano degli interventi coordinati per salvaguardare infine la città. La città si salvaguarda appunto partendo dalla sorgente del fiume. Stiamo facendo pressioni attraverso questo patto per avere delle risposte ma non stanno arrivando, nonostante l'alluvione del 13 ottobre ci avrebbe dovuto insegnare a essere molto più sensibili al problema. Abbiamo chiesto alla provincia di convocare delle riunioni ma non ci ha ancora risposto. In altri paesi come la Francia queste modalità di coordinazione tra comuni funzionano molto bene e attuano interventi razionali e non come da noi solo per le emergenze.

Le questioni ambientali quali inquinamento atmosferico, l'uso di energia rinnovabile e consumo di suolo hanno avuto molto rilievo nelle politiche europee e mondiali che hanno firmato accordi per arrivare ad una forte riduzione dei danni provocati all'ambiente..Berceto è uno dei 54 comuni a livello europeo convocato a Bruxelles il 16 ottobre in quanto è riuscito a ridurre ridurre le emissioni in atmosfera del 20 % e a produrre energia rinnovabile per almeno il  20%  in virtù del patto dei sindaci. Inoltre abbiamo assunto un altro impegno; quello di intervenire con una programmazione che tuteli l'ambiente e il clima.Per esempio stiamo sistemando il Psc (Piano sicurezza e coordinamento) eliminando il terreno fabbricabile così da avere un Psc a consumo di suolo zero. 

Il suo orientamento critico rispetto alle politiche governative è stato portato all'evidenza, a livello nazionale, grazie anche alla sua scelta provocatoria di mostrarsi in mutande. Ciò le è valso il titolo del "sindaco in mutande", titolo già guadagnato negli anni '90 dal sindaco milanese Albertini. Come mai questa scelta così particolare?

"La scelta è stata fatta perché c'è un ignoranza enorme, nel senso che lo stato ignora le problematiche reali. Le realtà e le necessità vere del paese sono sconosciute dello Stato in tutti i suoi livelli, a partire da Renzi fino ad arrivare ai presidenti della provincia e talvolta neanche i sindaci perché spesso avendo famiglia e altre occupazioni sembra che facciano questo mestiere a tempo perso e quindi si affidano alle informazioni provenienti dagli apparati e non conoscono le vere necessità". 

Non c'è il rischio che passi di più l'immagine che il significato e il messaggio del suo gesto?

"Certo, ma non riusciamo a farci ascoltare in altro modo. A questo si somma l'umiliazione di dover fare delle azioni eclatanti tipo quella di mettersi in mutande. Abbiamo tutti i parlamentari nominati, che cosa gli interessa stare ad ascoltare le persone se non ne hanno bisogno per il voto? Il mio più che un appello estremo è stato un atto di disperazione, prima di arrivare a ciò insieme a vari e bravi collaboratori ci siamo studiati i documenti in materia di bilancio e Costituzione e ci siamo resi conto della drammaticità dei problemi. Ecco perché sono arrivato a compiere queste azioni".

L'11 gennaio sarà in piazza Duomo a Parma vestito da mendicante per protestare contro i tagli alle amministrazioni comunali. Stà avendo seguito il suo appello di unirsi a lei in questa protesta? Che tipo di reazione vorrebbe suscitare nelle persone? quale invece si aspetta dai politici locali e non?

"Spero ci sia molta gente perché se i comuni non sono messi nelle condizioni di svolgere il loro servizio se non aumentando le tasse e aggiungendo danni al tessuto sociale chi ne è colpito sono i cittadini. Riguardo alla reazione dei politici locali, li ho inviati tutti ad unirsi a me nella protesta ma, ho paura che non ci sarà molta adesione in quanto poi ognuno guarda il proprio "orto" ed è difficile lavorare insieme. Spero invece che vengano tante persone perché, a differenza dei politici, hanno capito quante sono le ricadute economiche e sociali:  i dati delle regionali lo hanno ben dimostrato". 

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