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Giuseppe La Pietra

Giuseppe La Pietra

Mafie in Emilia-Romagna, La Pietra: "I comuni facciano la loro parte"

Il candidato alla primarie del centrosinistra interviene sull'apertura di una sede della Dia in regione voluta dal ministro Cancellieri. "E' la conferma delle infiltrazioni in questo territorio"

"La notizia dell’apertura di una sede della DIA in Regione da parte del Ministro Cancellieri, conferma che la complessa problematica delle infiltrazioni mafiose in Emilia Romagna è un dato di fatto. Basterebbe leggere le relazioni annuali della Direzione Antimafia e altri documenti istituzionali per comprendere l’entità del fenomeno, almeno della parte contrastata dalle forze dell’ordine. Parlare ancora di infiltrazioni o di presenze stanziali della criminalità organizzata nel nostro territorio regionale dovrebbe aiutarci a comprendere che il problema non deve essere sottovalutato", così Giuseppe La Pietra, candidato indipendente alle primarie del centrosinistra a Parma.

"Alcuni giorni fa - continua La Pietra - un giovane giornalista di Modena, Giovanni Tizian, è stato messo sotto scorta per aver ricevuto minacce di morte in seguito al suo lavoro d’inchiesta, con particolare riferimento al settore dell’edilizia. Giovanni è anche vittima di mafia: suo papà Giuseppe fu ucciso a Locri il 23 ottobre del 1989 e la mamma, Mara Fonti è venuta più volte a Parma per testimoniare l’impegno che nasce dalla forza della memoria. I dati ci dicono che nel parmense, al di là dei sette beni confiscati e di altri immobili posti sotto sequestro, il problema non è da sottovalutare e deve essere degno di attenzione. La parte sana di questa città possiede ancora gli anticorpi necessari per reagire e contrastare, quindi, nessun allarmismo ma neanche sottovalutazione del fenomeno. L’apertura della sede della DIA, così come la legge voluta dall’Assemblea legislativa della Regione e il protocollo firmato di recente fra Provincia e Prefettura non bastano, se non leggiamo il fenomeno anche sul piano educativo e culturale. Mafia è un modo di pensare, di agire, di fare impresa, di erogare servizi alla persona, di amministrare la cosa pubblica, un modo di essere. Non dimentichiamoci che il potere delle mafie oggi è al di fuori di esse, ben oltre il pensare convenzionale della coppola e della lupara".

"Ben vengano forti segnali istituzionali come quello voluto dal Ministro Cancellieri conclude il candidato alla primarie - per ciascuno di noi l’impegno a fare di più la nostra parte, al di là degli schieramenti politici di appartenenza e con un attenzione particolare al miglioramento dell’informazione e dell’educazione alla responsabilità, per una maggiore cittadinanza attiva, consapevole e vigilante. L’Amministrazione Comunale, come ho sottolineato più volte nel mio programma per la candidatura alle primarie del centro sinistra, ha la possibilità concreta di:

1)   dotarsi di strumenti efficaci ed efficienti a costo zero, necessari e fondamentali per operare, secondo le sue competenze, modalità di controllo, di contrasto e di denuncia del fenomeno nelle sue molteplici forme, oltre a promuovere e a condividere progetti educativi nelle scuole e percorsi culturali in rete con il mondo dell’ associazionismo, del volontariato, del sindacato e con le associazioni di categoria;


2)   essere un soggetto attivo nella rete di Avviso Pubblico, così da operare in sinergia con altre Amministrazioni ed Enti e mettere in essere le buone prassi politiche già diffuse, proponendo concretamente percorsi di cittadinanza partecipata per il controllo e la sicurezza del territorio. Il contrasto al propagarsi delle mafie non può essere un impegno autoreferenziale di un Comune, è il NOI a essere determinante: per questo il Comune di Parma coinvolgerà e lavorerà insieme agli altri Comuni della provincia".

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