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Gabriella Longobardi e Filippo Greci, MNC

Gabriella Longobardi e Filippo Greci, MNC

Reintegrata mamma licenziata, MNC: "Presenteremo precetto per i rimborsi"

Gabriella Longobardi racconta a ParmaToday la sua battaglia legale iniziata nel 2008 che ha avuto una svolta positiva quando la donna si è affidata a MNC. Dopo la sentenza, il reintegro ma nessun accordo per il rimborso, MNC chiederà un precetto

Mamma licenziata per foglio non consegnato
La soddisfazione per la vittoria è celata da un velo di tristezza nello sguardo di Gabriella Longobardi, all'indomani del reintegro a lavoro dopo quasi sette anni di battaglie legali per un licenziamento ritenuto illegittimo. E' dal 2 febbraio scorso che Gabriella Longobardi ha ripreso il suo posto di lavoro presso una nota azienda parmigiana per la quale lavorava dal 2000 con contratto a tempo indeterminato sino al licenziamento arrivato nel 2007. Le ragioni riguardavano la mancata presentazione di un documento per usufruire di un prolungamento dell'astensione facoltativa post partum. Come attestato anche dai medici, in quel periodo Gabriella Longobardi soffriva di una forma di depressione e viveva un momento delicato della sua vita a pochi mesi dalla nascita della secondogenita. Nonostante i precedenti analoghi, come la sentenza del 1 giugno 2004 con cui la Cassazione stabiliva che "il licenziamento della lavoratrice madre durante la gravidanza o prima del compimento di un anno d'età del bambino è nullo", Longobardi si era vista respingere Mamma licenziata per foglio non consegnato
il ricorso per la richiesta di reintegro.

Non riuscendo a vedere riconosciuto il reintegro, la donna ha portato avanti una battaglia prefiggendosi di voler andare fino in fondo, scontrandosi con non poche difficoltà e lamentando il mancato appoggio sindacale. La svolta è arrivata solo quando ha deciso di cambiare avvocato e affidarsi al Movimento Nuovi Consumatori. Da quel momento un cambio di rotta della situazione sino ad arrivare alla tanto attesa vittoria sancita dalla sentenza del 18 luglio 2013. Riconosciute le ragioni di Gabriella Longobardi, il giudice ha stabilito il reintegro al lavoro e il pagamento da parte dell'azienda degli stipendi arretrati con gli interessi per il danno subito. Una giornata importante per i legali MNC e soprattutto per Gabriella Longobardi che negli anni ha dovuto affrontare non poche difficoltà anche economiche a causa della difficoltà a trovare un altro lavoro e delle necessità della famiglia con due figli piccoli, il mutuo da pagare e il solo stipendio del marito per far fronte a tutte le spese. "Da quel 18 luglio ho atteso ogni giorno l'arrivo di una raccomandata per il ritorno al lavoro. Ma non arrivava mai - racconta Gabriella Longobardi a ParmaToday -. Solo a settembre ho ricevuto una telefonata da parte del capo del personale dicendo che per abbreviare i tempi si sarebbe potuto discutere del reintegro ma ho preferito rifiutare in attesa di una richiesta scritta, arrivata una settimana dopo, con cui mi si chiedeva di presentarmi per la visita medica in vista della ripresa del lavoro".

Da qui uno dei nodi della vicenda che dopo quasi sette anni ancora non può dirsi conclusa. La donna è stata assunta nel 2000 con contratto a tempo indeterminato a tempo pieno, ma negli ultimi 4 anni di lavoro dopo la nascita dei due figli era passata al part-time. Dato che nella sentenza non si specifica da che base partire per il calcolo degli arretrati, l'azienda era intenzionata a pagarli considerando mensilità part-time e non full time come invece prevede il contratto di assunzione della lavoratrice. Dopo un primo passo indietro con cui l'azienda si è riservata di valutare ogni aspetto, il 25 novembre 2013 si è arrivati a una transazione dopo un botta e risposta con i legali della donna tra proposte e contro proposte per il risarcimento delle mensilità accumulate dalla data del licenziamento al reintegro.

La proposta dell'azienda, poi accettata, prevedeva l'elargizione di un totale netto con contributi su base full time e tfr. Per Gabriella Longobardi e i suoi legali l'accordo era ritenuto concluso ma secondo quanto riferito da MNC l'azienda avrebbe poi fatto un passo indietro, sostenendo che ci sarebbero state incomprensioni riguardo la cifra pattuita. "La nostra pazienza si è esaurita - tuona Filippo Greci, Nuovi Consumatori -. Stiamo preparando un precetto perchè è ora che la signora Longobardi riceva quanto le spetta senza attendere oltre". Ora si attenderanno gli sviluppi con la misura che i legali intendono presentare per intimare l'azienda a rendere esecutivo nell'immediato il risarcimento. "Ho trovato un clima disteso al mio ritorno a lavoro dopo tutti questi anni - racconta Longobardi -, ho ricevuto un grande sostegno dai colleghi e non ce l'avrei mai fatta senza i miei legali ma spero che ora tutto si risolva per il meglio e in tempi rapidi per mettere la parola fine a questa vicenda e riprendere a lavorare e a vivere in modo sereno".

 

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