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Università, mense troppo care: gli studenti le boicottano per protesta

L'Udu: "L'obiettivo è quello di colpire i gestori delle mense universitarie e i responsabili degli aumenti dei prezzi nei loro interessi più forti e forse più sensibili, quelli meramente economici. Nessuna risposta da Er.Go. e Camst"

Comunicato dell'Unione degli Universitari contro il caro-mense.

"Continua la protesta degli studenti contro lo scellerato aumento dei prezzi delle mense. Dopo il forte successo del referendum studentesco del 10 novembre, di fronte al continuo e assordante silenzio di Er.Go e Camst, l’Unione degli Universitari di Parma ha lanciato oggi la prima giornata di boicottaggio delle mense universitarie della nostra città.

L’obiettivo è chiaro: colpire i gestori delle mense universitarie e i responsabili degli assurdi aumenti dei prezzi nei loro interessi più forti e forse più sensibili, quelli meramente economici. Per questo invitiamo tutti gli studenti a disertare le mense, a lasciarle vuote, per ricordare a Er.Go che la mensa è un servizio, non un ristorante, e che gli studenti sono i primi fruitori di tale servizio e sono liberi di non utilizzarlo nel momento in cui vengono trattati come semplici clienti a cui spillare più soldi possibile.

Non è accettabile che dopo due settimane di protesta continua degli studenti non sia giunta neppure una risposta da parte di quell’azienda regionale (l’Er.Go) che dovrebbe tutelare l’intero sistema del diritto allo studio universitario.
Il successo dell’iniziativa odierna è plateale: le mense del campus e del centro sono rimaste quasi totalmente deserte!

Finché Er.Go e Camst non torner anno indietro sulla decisione presa, l’Unione degli Universitari di Parma continuerà a tutelare i diritti degli studenti con tutti i mezzi a disposizione. Da un lato chiedendo una convocazione immediata della consulta regionale per il diritto allo studio per discutere il problema e prendere una ferma posizione di contrarietà. Dall’altro continuando a lanciare giornate di boicottaggio totale delle mense, benché consapevoli di ciò che questa azione può comportare per tutti coloro che nelle mense universitarie ogni giorno lavorano, che non hanno alcuna colpa per queste azioni vergognose, e a cui va tutta la nostra solidarietà.

La domanda che da oggi ci poniamo è una sola: quanto guadagneranno Er.Go e Camst con l’aumento dei prezzi se le mense rimarranno deserte sette giorni su sette?".
 

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