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Morì dopo essere stato aggredito dal fratello: Giancarlo Sacchi condannato a sei anni e 8 mesi

La Cassazione ha confermato la sentenza di appello: Lucio Sacchi morì nel pomeriggio del 15 gennaio del 2014 dopo le botte prese dal fratello

Una storia di violenza familiare che si è conclusa con la conferma, da parte della Corte di Cassazione, della condanna inflitta in appello a Giancarlo Sacchi, accusato di omicidio preterintenzionale del fratello Lucio, morto sul pavimento della sua abitazione di Pellegrino Parmense nel pomeriggio del 15 gennaio del 2014. Giancarlo, che avevo aggredito il fratello che era poi deceduto, era stato infatti condannato a sei anni e 8 mesi, oltre al pagamento di 50 mila euro alla moglie e ai figli del fratello.

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna: a breve per Giancarlo Sacchi si apriranno quindi le porte del carcere. Il sostituto Procuratore generale della Cassazione aveva chiesto l'annullamento della sentenza di appello ed aveva accolto la richiesta dell'avvocato Luca Berni, il difensore di Giancarlo Sacchi. La tragedia che si consumò quel pomeriggio iniziò con una lite furibonda tra i due fratelli, che lavoravano insieme all'interno dell'azienda agricola di famiglia a Careno. Ad un certo punto Giancarlo aggredì Lucio. In seguito alle ferite riportate Lucio è poi deceduto: da qui l'accusa di omicidio preterintenzionale. 

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