Movida, sentenza del Tar. Cantoni: "Una prova di buon senso? Ritirare l'ordinanza"

Cantoni, Confesercenti: "Non possiamo che invitare la Polizia Municipale e le Forze dell’Ordine, ad utilizzare prudenza e buon senso, per non aumentare il numeroso contenzioso già in atto"

Il Tar ha sospeso punti del Regolamento che i ricorrenti di Via D’Azeglio, hanno specificatamente contestato, ma occorre comunque attendere il giudizio di merito del prossimo 24 luglioA questo punto - afferma Stefano Cantoni della Confesercenti – vista la complessità e l’incertezza sulla legalità della norma, di portata ben più estesa che via D’Azeglio, come Associazione delle imprese non possiamo che invitare la Polizia Municipale e le Forze dell’Ordine, ad utilizzare prudenza e buon senso, per non aumentare il numeroso contenzioso già in atto".

"Confesercenti -si legge in una nota- ha più volte invitato il Comune a non procedere nell’approvazione di questo Regolamento – due anni fa come oggi – il quale risulta sproporzionato ed in contrasto palese con leggi nazionali e regionali. Anzichè ascoltare le proposte, si è preferito andare avanti, con provvedimenti che sono, di fatto, entrate “a gamba tesa”, nei confronti delle imprese commerciali, con obblighi ingestibili e vessatori, il cui risultato per i residenti– in termini di benefici – è pari a zero.

"Se Suarez per una morsicata a Chiellini, ha preso 9 giornate di squalifica, - continua Cantoni - l’Assessore Casa e il Sindaco per questo fatto, che squalifica meritano? Battute a parte, ci aspettiamo dal Comune maggior rispetto e spirito di collaborazione: le nostre imprese commerciali e di ristorazione, sono attività di “servizio ai consumatori” e come tali, hanno lo scopo di lavorare, produrre reddito e occupazione ed offrire ospitalitàservizi di qualità e per tutti".

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Le ormai consolidate (e mondiali..) abitudini di socializzazione delle persone, che si esprimono attraverso il ritrovarsi nelle belle strade e piazze pubbliche, vanno gestite con capacità e professionalità, senza intralciare e mettere in difficoltà chi lavora per dare un servizio. Sono ormai una “fila” i provvedimenti del Tar che hanno censurato questa vecchia linea di condotta del Comune di Parma ed è semplicemente stucchevole continuare così, come se il Tar non contasse nulla. Occorre riprendere un dialogo vero e costruttivo, abbandonando procedure fallimentari che servono solo a fare cassa con le multe e a instaurare un clima minaccioso, discrezionale e quindi inaccettabile nei confronti delle imprese. Una prova di buon senso da parte del Sindaco, sarebbe quella di ritirare tutto quanto “ordinato e approvato” per ricominciare un confronto realistico e produttivo".

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