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Sanzioni a chi dorme sui cartoni, Pane e Vita: "E' inconcepibile"

Le reazioni dell'associazione Pane e vita onlus sul nuovo regolamento di Polizia urbana che prevede il divieto di dormire sui cartoni sul suolo pubblico. "Perché invece di stilare nuove violazioni il sindaco non viene a contare il numero di coperte che la sera diamo ai senza dimora? Così capirebbe che è un fenomeno in aumento e conta anche molti italiani"

Il nuovo regolamento di Polizia urbana presentato ieri dal sindaco Pizzarotti, dall’assessore Casa e dal Comandante della Municipale Noè ha già iniziato a suscitare reazioni, in particolare per le sanzioni previste riguardo i bivacchi. Nell’ambito dei comportamenti contrari all’igiene, al decoro e al quieto vivere, è vietato, secondo il nuovo regolamento, “sdraiarsi, sedersi, mangiare, bere o dormire in forma palesemente indecente occupando con sacchetti, cartoni o altro il suolo pubblico, i luoghi destinati al culto e alla memoria dei defunti, i gradini dei monumenti, le panchine, le soglie degli edifici prospicienti la pubblica via”. Il regolamento, che sostituisce quello ritenuto ormai obsoleto risalente a 32 anni fa, prevede anche sanzioni alternative alle pene pecuniarie attraverso il coinvolgimento in attività socialmente utili o nel settore del volontariato per alcuni tipi di violazioni ancora da definire da parte del Comune. Critica la posizione di una delle associazioni impegnate da anni sul territorio in favore dei senza dimora, Pane e Vita onlus.

Secondo il presidente Luigi Martusciello, si tratterebbe di misure fuori luogo, che non tengono conto della reale condizione sociale di un alto numero di persone costrette a dormire per strada. “Occorre fare un distinguo, ci sono persone che bivaccano in modo molesto generando problemi ai residenti pur avendo un altro posto in cui stare, in quei casi sono favorevole alle sanzioni, anche attraverso lavori socialmente utili di rieducazione. Ma multare una persona che non ha altra alternativa che dormire su un cartone mi sembra inconcepibile. Invece di sanzionare, il Comune dovrebbe attivare i servizi e cercare di arginare il problema, non certo multare chi non ha un posto in cui dormire. Poi ora la situazione è in continuo peggioramento, la sala d’aspetto della Temporary station è chiusa definitivamente, le persone che ci trascorrevano le ore più fredde della notte ora sono dislocate in punti diversi della città, cercando ripari di fortuna in qualche anfratto”, sottolinea Martusciello.  Riguardo il decoro e la pulizia delle strade, Martusciello sottolinea come l’attività dei volontari di Pane e vita non si risolva unicamente consegnando pasti caldi e coperte, ma invogliando chi li riceve a non lasciare in giro rifiuti, passando poi con le buste a buttare ciò che viene abbandonato. “Ci sono molti comportamenti indecorosi in città soprattutto in tema rifiuti, basta guardare le condizioni dell’area del mercato. In quei casi il Comune attiva il servizio di pulizia per garantire il decoro, non chiediamo che lo facciano anche con noi ma siamo i primi a garantire il decoro e incentivare i senza dimora a farlo”.

Secondo l’associazione imporre divieti nei confronti di chi vive per strada non sarebbe la soluzione  giusta per risolvere il problema. “Perché invece di stilare nuove violazioni il sindaco non viene a contare il numero di coperte che la sera diamo ai senza dimora? Così capirebbe che è un fenomeno in aumento e conta anche molti italiani. Non si può pensare di risolvere il problema con la repressione, non si tratta di persone che potrebbero anche stare altrove, ma di chi non ha una casa e non ha intenzione di avere un atteggiamento indecoroso ma semplicemente non sa dove stare - dichiara il presidente di Pane e vita -. Soprattutto ora che si avvicina l’emergenza freddo il problema sarà in crescita, contiamo almeno 250 senza dimora a Parma, i 24 posti del dormitorio non sono certo sufficienti. Queste non possono essere risposte adeguate. Mi sembra un atteggiamento di carta quello dell’amministrazione, di chi continua a ignorare la condizione di un alto numero di senzatetto. Non è multando che si risolve il problema e neanche eventualmente comminando pene alternative rieducative, perché non servirebbe a nulla in questi casi”.

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