Sciopero alla Number 1, Taddei: “Abbiamo un video che prova la montatura”

La coop ribadisce: "Ai rappresentanti dei lavoratori abbiamo mostrato delle immagini incontrovertibili: l'incidente del 29 maggio scorso presso il magazzino Number1 "Unione" di Parma è una vera e propria montatura"

"In merito all’incontro di oggi con i rappresentanti di ADL Cobas -si legge in una nota della coop Taddei- Daniele Pasquinelli, Presidente della Cooperativa Taddei Training,  dichiara: "Abbiamo oggi fornito le motivazioni della contestazione di addebito disciplinare (e contestuale sospensione cautelativa dal servizio) nei confronti del socio lavoratore Rathore Rajender Sing. Ai rappresentanti dei lavoratori abbiamo mostrato delle immagini incontrovertibili: l’incidente del 29 maggio scorso presso il magazzino Number1 “Unione” di Parma è una vera e propria montatura costruita per denunciare una fantomatica assenza di sicurezza all’interno del posto di lavoro.
 
Le telecamere di sorveglianza del magazzino documentano movimenti e atteggiamenti inequivocabili, mostrano poi nitidamente che nessuno si è ferito platealmente e che non ci sono stati soccorsi. Abbiamo perciò denunciato il socio lavoratore Rathore Rajender Sing  per falsa testimonianza e per truffa ai danni dello Stato. Abbiamo ribadito ancora una volta che per una Cooperativa che ha 50 anni di storia il metodo è sostanza, che il confronto con il sindacato è giusto e necessario ma va svolto nelle sedi e con le modalità opportune. La stragrande maggioranza dei soci Taddei Training, oltre 1000 persone di Number1 e di altri fornitori, hanno firmato una petizione per dire basta a questa situazione!
 
Siamo stanchi del clima di violenza e intimidazione che un ristretto gruppo sta conducendo violando le regole della democrazia (pochi che vogliono prevaricare su molti) e delle regole del sistema di relazioni sindacali (tentativi di picchetto, sciopero proclamati in modo selvaggio senza rispetto dei preavvisi previsti dai contratti). Invitiamo infine quanti denunciano irresponsabilmente “realtà in cui non si rispettano i contratti nazionali… orari di lavoro e condizioni di sicurezza, nell'assordante silenzio dei committenti” a venire a vedere i nostri magazzini e a conoscerci. Saremo lieti di mostrare loro come stanno davvero le cose e come sia vergognoso il tentativo di mistificazione portato avanti da alcuni in questi mesi". 

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