Number 1, sciopero ai cancelli: attivista preso a pugni in faccia

Nel corso dello sciopero ai cancelli della Number 1, ferito un manifestante durante una colluttazione con una guardia di sicurezza. Adl Cobas: "Vergognoso reprimere con la violenza il diritto di sciopero"

Nuove tensioni davanti ai cancelli della Number 1 di via Forlanini. Come durante la protesta del 6 giugno scorso, anche stamane nel corso dello sciopero indetto dall'Adl Cobas un manifestante è rimasto ferito a seguito di una colluttazione con guardie private di sicurezza. Un video mostrerebbe il momento dell'aggressione: si vede infatti una guardia privata sferrare un pugno in faccia a un'attivista, presente al presidio di stamattina in solidarietà ai lavoratori. 

"Il presidio davanti ai cancelli è per contrastare le politiche adottate dalla cooperativa Taddei, veri e propri atti intimidatori per inibire la protesta anche attraverso demansionamenti e trasferimenti in altre sedi -, sottolinea Stefano Re, Adl Cobas -. L'azienda sapeva che oggi avremmo indetto lo sciopero e ha assoldato nuovamente guardie private, una di loro ha colpito sul volto un manifestante che ora è stato portato all'ospedale".

LA REPLICA DELLA COOP TADDEI 

AGGIORNAMENTI. Dopo i primi momenti di tensione, con il ferimento dell'attivista, i manifestanti hanno deciso di portare avanti il blocco di tutti e tre gli ingressi dell'azienda, provocando lo stop del lavoro all'interno dei magazzini: nessun mezzo è transitato in ingresso e in uscita. Gli attivisti hanno chiesto ed ottenuto un incontro con il Prefetto. 

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 IL VIDEO DELL'AGGRESSIONE

Presenti sul posto una pattuglia della Mobile e della Digos. A sostenere la protesta dei lavoratori della Taddei anche attivisti Adl Cobas provenienti da altre città del nord est. "Riteniamo vergognoso quanto sta succedendo oggi - tuona Stefano Re, Adl Cobas - non è accettabile che si cerchi di reprimere con la violenza il diritto a scioperare per difendere i propri diritti". I manifestanti hanno indetto uno sciopero dalle 7,30 di stamane e rendono noto di voler proseguire sino a che non avranno ottenuto risposte dai vertici dell'azienda.

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