Cronaca

Nuovo Pablo, vecchi problemi. I cittadini si dividono: "C'è ancora chi spaccia"

Il parroco Don Massimo Fava: "Io spero che la piazza torni a essere un luogo di aggregazione, per tutti. Non solo per arroganti e sfrontati. Il Covid ha aumentato le povertà economiche e sociali, ma ci siamo uniti"

Il nuovo volto di Piazzale Pablo porge subito l’altra guancia. Lo schiaffo arriva dai residenti, che denunciano problemi atavici. Abbellito, allargato, curato, rivoluzionato. Ma vissuto intensamente da chi ci abita, e da chi no. Le migliorie non hanno certo cancellato vecchie abitudini. Basta fare un giro nei pressi del nuovo, vecchio quartiere.  “Noi abbiamo iniziato anni fa con le famose passeggiate – dice un signore che abita il Pablo da anni - con l’impegno dei cittadini. Se si può dire: abbiamo ripulito un po’ la zona da certi personaggi, quindi la volontà del quartiere è molto forte. quello che manca è il luogo di aggregazione. Dico che è una piazza come questa servirà a richiamare l’attenzione per riunirsi un po’ di più, ecco. Sia per gli adulti che per i bambini. Siamo vicini alla parrocchia e tutto l’insieme sarà - mi auguro – di aiuto per debellare i problemi che ci sono ancora. Mi riferisco alla droga”.

Questa parte del piazzale – aggiunge una signora - dà sul sagrato della chiesa. Ma non è illuminata. E’ una cosa che cittadini avevano richiesto perché purtroppo già quattro giorni fa ancora prima del dell’inaugurazione pare che sia ricominciato lo spaccio della droga e con l’intervento di due volanti dei carabinieri”.

Questa piazza dà su una casa di cura per anziani – sostiene un signore che ha appena comprato il giornale all’edicola di fronte – le panchine sono al sole, non all’ombra. Dove si siedono gli ospiti? E’ un problema”. E un altro aggiunge: “Ci sono dei negozianti, hanno tolto tutti i parcheggi che ci sono sul lato di viale Piacenza e questi sono negozi di vicinato che già stanno facendo una fatica per tenere botta ai centri commerciali”. 

E il prato? Rischia di essere addirittura un problema: "I cordoli non ci sono e questo probabilmente permetterà ai bambini in bicicletta di rovinare il prato”. Neanche le illuminazioni piacciono: “I piloni enormi colorati di rosso per tenere poi le illuminazioni, perché?”. Troppe critiche, alle quali rispondono poi i complimenti di gente che è sicura della miglioria. “La piazza è un simbolo di aggregazione, servirà per unirci ancora di più”.

Infine il commento di don Massimo Fava, parroco del Pablo da anni: Io spero che la piazza torni a essere un luogo di aggregazione, per tutti. Non solo per arroganti e sfrontati. Il Covid ha aumentato le povertà economiche e sociali, ma ci siamo uniti. Adesso che hanno abbattuto le barriere architettoniche, la sfida è quella di tenere la piazza pulita, facendo sì che diventi nostra ancora di più. Mancava l'aggregazione? Questa è una buona occasione per mostrare l'unità dei cittadini. Il Covid ha aumentato le differenze sociali, ma ci sono state tante manifestazione di solidarietà. Il Pablo può sorridere".

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