Via Spezia, famiglie sfrattate occupano la Casa Cantoniera

L'occupazione è avvenuta questa mattina: alcune famiglie sono entrate nello stabile abbandonato da almeno 4 anni. Erano in strada o ci sarebbero finite presto. Il sostegno della Rete Diritti in Casa

Da locale destinato ai lavoratori dell'Anas a rifugio per alcune famiglie sfrattate. Ci sono anche 6 bambini nell'occupazione di stamattina della Casa Cantoniera di via La Spezia. Alcune famiglie, con l'appoggio della Rete Diritti in Casa sono entrate verso le 8.30 nei locali disabitati in via Spezia 245, nei pressi della nuova rotonda che porta a Vigheffio, in località Baccanelli. Una delle famiglie che è entrata è composta da moglie, marito, due figli di 7 anni e di 3 anni e dal fratello. Il marito ha 40 anni, la moglie 37. Lunedì dovranno uscire dalla struttura che gli accoglieva e non sapranno dove andare. La casa occupata è proprio dietro lo stabilimento della Sidel, al centro dell'attenzione in questi giorni per la vertenza dei lavoratori, preoccpati per il loro futuro.

VIDEO: OCCUPAZIONE IN VIA SPEZIA

AGGIORNAMENTI. Le persone all'interno dell'ex stabile dell'Anas sono state identificate dai carabinieri che si sono recati sul posto per controllare la situazione che rimane tranquilla. "Questa azione è dedicata a Matteo Bagnaresi, morto il 30 marzo che oggi ricordiamo".



"Siamo entrati questa mattina - ci racconta il marito- perchè on sappiamo dove andare, nessuno di noi lavora e non possiamo pagarci l'affitto. Siamo stati sfrattati e dalla struttura che ora ci accoglie dobbiamo uscire lunedì". La famiglia era stata sfrattata da Fornovo: come vi avevamo raccontato si era trattato di uno sfratto particolare. I carabinieri avevano transennato l'ingresso.

I locali interni sono in buone dondizoni: ci sono due appartamenti. La palazzina è composta di due piani.
Per ora non ci sono problemi con le forze dell'ordine che non hanno ancora raggiunto il luogo dell'occupazione.

Sono passati parecchi anni dall'occupazione della Casa Cantoniera di via Mantova, poi legittimata da un accordo con la Provincia di Parma.  Ora vedremo come reagiranno le istituzioni provinciali e comunali. L'emergenza abitativa è stata denunciata in più occasione dalla Rete Diritti in Casa che oggi torna a dire la sua. "Le famiglie che sono entrate quì sarebbero finite in strada o che erano già in strada con i bambni e questo è intollerabile".

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LA PIAZZA: "SOLIDARIETA' ALLA RETE DIRITTI IN CASA". La Piazza, coordinamento di diversi collettivi e associazioni cittadine, esprime la massima solidarietà alla Rete Diritti in Casa. Di fronte all'inerzia istituzionale nell'affrontare un problema,  quello abitativo, che sta diventando una vera e propria emergenza sociale, l'azione diretta ci sembra il modo più efficace per farvi fronte. La questione abitativa, strettamente legata alle scelte delle passate amministrazioni di fondare lo sviluppo urbano sulla speculazione immobiliare, rivela una crepa sociale pericolosissima, pronta a inghiottire un numero sempre maggiore di lavoratori che stanno pagando pesantemente la crisi. Ignorare il problema o lavarsene le mani con l'alibi della la crisi finanziaria è in linea con gli interessi di chi per anni ha fatto affari coi palazzinari locali, affidandogli il disegno della città di domani. Siamo solidali con la Rete e ne sosteniamo le proposte per la soluzione del problema abitativo: Il blocco degli sfratti, la requisizione degli immobili sfitti e inutilizzati, l'incentivo all'autorecupero a fini abitativi del patrimonio pubblico, la riconversione di Parmabitare e Casadesso in progetti di edilizia residenziale pubblica. Sono proposte realizzabili, occorre la volontà politica di portarle avanti, con il coraggio di andare contro i poteri che in questa città hanno condizionato la politica per decenni. Siamo per questo a fianco della Rete, per partire proprio dall'abitare per pensare una città più equa, più giusta e libera dal ricatto della speculazione immobiliare". La Piazza (Insurgent City, Casa Cantoniera Autogestita, Parma Bene Comune, Liberacittadinanza, Alba Parma, Perchèno?, Rete Dormire Fuori, Art Lab Occupato)

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