"Ecco come Colla aveva programmato di uccidere Elisa Pavarani"

Depositate le motivazioni della sentenza della Corte di Cassazione che ha confermato i 30 anni di carcere per Luigi Colla

Elisa Pavarani è stata accoltellata a morte dall'ex fidanzato Luigi Colla all'interno del suo appartamento di Largo Carli. Per quel femminicidio l'uomo è stato condannato a 30 anni con il rito abbreviato per omicidio preterintenzionale. La Cassazione ha confermato la condanna il 15 febbraio: nei giorni scorsi sono state depositate le motivazioni della sentenza. Secondo i giudici Luigi Colla aveva programmato ogni cosa: prima l'aveva fatta andare nel suo appartamento, proprio allo scopo di ucciderla. L'ex fidanzato infatti aveva intenzione di "uccidere la donna quel giorno durante quell'incontro nella casa di Parma, fissato proprio con quella finalità". 

"La decisione di uccidere la Pavarani - scrivono i GIudici della Cassazione - era già stata presa alcuni giorni prima da Colla ed era rimasta ferma, tanto che per la sua attuazione l'imputato aveva convinto la vittima a un incontro nell'abitazione di Parma e si era preparato "psicologicamente" con l'assunzione di medicinali, stupefacenti e alcol; Colla, quindi, aveva deciso di uccidere la donna ma, contestualmente, aveva programmato di non ucciderla se quell'incontro l'avesse indotta a mutare la decisione di interrompere la relazione, già adottata in precedenza e a lui manifestata" 

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