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Cronaca

Omicidio a Gaione, da due giorni il 40enne ucciso ospitava la bimba e la compagna del killer violento

I retroscena del delitto avvenuto martedì scorso. La ricostruzione della Procura: l'uomo arrestato sarebbe andato a prendere la famiglia a casa della vittima, che aveva offerto il proprio aiuto per difendere la donna dai maltrattamenti. Poi l'accoltellamento mortale

Da due giorni Vitalie Sofroni, il 40enne ucciso a Gaione, ospitava in casa la compagna del killer, insieme alla figlioletta di 9 mesi. Voleva aiutarla, tirarla fuori dalla violenza e dai maltrattamenti dell'uomo che poi lo ha ucciso. E' quanto emerso dalle indagini della Procura dopo l'omicidio di martedì sera. Nella ricostruzione fatta dalla stessa Procura, emergono questi e altri particolari sui fatti che hanno portato al delitto del 40enne moldavo nel parcheggio di Gaione.

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Le urla, la lite tra i due conviventi, la vittima che si mette di mezzo, l'accoltellamento fatale, la fuga, l'arresto del compagno della donna, un 25enne moldavo. Ma tutto inizia con le segnalazioni di alcuni cittadini della zona: sul posto la polizia, che poco dopo identifica il 25enne moldavo, armato di coltello. Si era allontanato a piedi insieme alla compagna e alla figlioletta di nove mesi, addentrandosi nelle attigue campagne. Immediatamente venivano inviate sul posto le pattuglie dell’Upg, della Polizia locale e il personale del 118 e, contestualmente, veniva diramata una nota di ricerca dell’aggressore a tutte le forze di polizia presenti sul territorio.

Omicidio a Gaione: 35enne accoltellato a morte

Sul posto, il personale del 118 rinveniva la vittima esanime, riversa a terra, con una profonda ferita da arma da taglio all’altezza del cuore. Poco dopo, alle 22,30 circa, presso la Sala operativa dei Carabinieri giungevano due telefonate in cui un uomo, presentatosi proprio come il ricercato, segnalava di aver ucciso una persona e di trovarsi in via Dei Gelsi. Inviata una pattuglia della radiomobile, i militari dell’Arma notavano la presenza di una donna con una bambina in braccio e a pochi metri da lei un uomo in palese stato di agitazione.

L’uomo, che consegnava spontaneamente un coltello da cucina - risultato poi compatibile con la ferita riportata dalla vittima - identificato nel ricercato, è stato poi condotto nella Caserma dell’Arma. Gli investigatori della Mobile e del Norm, coordinati dal magistrato di turno della Procura, avviavano un’attività investigativa finalizzata alla ricostruzione dei fatti. Contestualmente, la Polizia scientifica procedeva al sopralluogo tecnico sul posto e, su disposizione del sostituto procuratore titolare dell’indagine, interveniva, altresì, il medico legale per gli opportuni accertamenti.

Gli   investigatori della Mobile della Questura di Parma, nel frattempo sentivano i testimoni che avevano assistito ai fatti avvenuti nel parcheggio di via Fontanini - tra cui sia familiari della vittima stessa, sia i cittadini residenti in zona - giungendo ad una ricostruzione dei fatti e all’acquisizione di utili elementi indiziari a carico del sospettato.

Nello specifico, la compagna del presunto omicida, vittima di maltrattamenti da parte dell’uomo, da circa due giorni, insieme alla figlia, aveva trovato rifugio presso l’abitazione della vittima e, nella sera del 5 luglio, approfittando dell’assenza di quest’ultimo, il 25enne moldavo, armato di coltello, aveva fatto irruzione in quella abitazione e aveva portato via i propri congiunti. La vittima, venuto a conoscenza di tutto questo da una vicina di casa, si era messo alla ricerca dei tre e, dopo averli raggiunti nel parcheggio di Gaione, aveva affrontato l’uomo, rimanendo ucciso. Il 25enne moldavo veniva arrestato per il reato di omicidio doloso pluriaggravato.

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