Una foto contro l’omofobia. Valeria Savazzi: “L’arte abbatte i pregiudizi”

Inaugurata ieri sera nel locale Borgo Gallo la mostra con l'esposizione delle foto vincitrici del concorso l'amore è uguale per tutti indetto dall'associazione L'ottavo colore all'interno delle iniziative contro l'omofobia

Lo sfondo colorato delle case dell’Oltretorrente per ribaltare la concezione tradizionale dell’altra metà della mela, due ragazzi che si baciano davanti a una saracinesca imbrattata dalla scritta ‘A fuoco il gay pride’, due mani che si stringono, due giovani di spalle immobili e uniti con le mani. Attraverso queste e altre 19 foto che hanno aderito al concorso indetto da L’ottavo colore, da tutta Parma è stato scandito forte il messaggio che l’amore è uguale per tutti. Non un contest fotografico fine a se stesso, ma l’idea di utilizzare l’arte per veicolare un messaggio nel modo più immediato possibile, attraverso un’immagine.

Un’idea, come racconta Valeria Savazzi presidente dell’associazione, che è nata inizialmente come contributo alla giornata dell’arte per gli studenti delle superiori. “L’avevamo immaginato come concorso  da 24 ore durante la giornata dell’arte, con una foto che lanciasse il messaggio che l’amore è uguale per tutti. Non essendo stata accettata dalla Consulta, abbiamo lanciato il contest aperto a tutti, dando 10 giorni di tempo per mandarci una foto per poi inserire l’iniziativa a conclusione degli eventi della settimana contro l’omofobia”. La terza classificata Giulia Menegardi racconta: “L’idea è stata casuale e spontanea, due mani che si stringono non si capisce il sesso ed è questo ciò che conta, non importa cosa sta dietro a una stretta di mano”.

Tra le priorità dell’associazione quella di comunicare con i giovani, promuovere incontri nelle scuole durante le assemblee d’Istituto per innescare discussioni e sensibilizzare sull’importanza di parlare di uguaglianza e tematiche sociali, anche partendo dalla proiezione di un cortometraggio realizzato appositamente: “Abbiamo visto che è molto efficace partire da un video per innescare la discussione – racconta Riccardo, L’ottavo colore -, cerchiamo sempre di promuovere un messaggio sociale attraverso l’arte, con la fotografia o i cortometraggi, per far capire, prima di tutto ai giovani, quello che pensiamo sia importante. Abbiamo notato che i giovani si stanno aprendo sempre di più, magari non sono d’accordo con noi ma si riesce a discutere formando un dibattito serio, facendo capire che siamo uguali ma allo stesso tempo diversi. Questo è lo spirito anche del contest fotografico, lanciare il messaggio che l’amore omosessuale è come quello eterosessuale”.

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Un’iniziativa ancora una volta accolta con favore dalla sensibilità del gestore del locale Borgo Gallo Alessandro Ghillani: “Da sei anni a questa parte abbiamo visto che vince la legge della normalità, è un posto aperto a tutti in cui si incontrano orientamenti sessuali differenti, queste iniziative non fanno altro che porre l’attenzione sul fatto che l’incontro è normale. Tutti i commenti che abbiamo ricevuto sono stati positivi stimolando anche piccoli dibattiti con persone non abituate a trattare questi argomenti.

Dal punto di vista artistico facciamo esposizioni durante tutto l’anno, quando l’arte sposa una tematica sociale diventa un facilitatore perché abbatte alcuni tabù. Vedendo l’immagine viene spontaneo un commento e scatta il dibattito anche tra persone che non si conoscono, in un contesto di grande normalità come un bar frequentato quotidianamente per prendere un caffè, l’immagine aiuta a formulare una riflessione su una tematica su cui non ci si era magari davvero interrogati.  Dal nostro osservatorio non vediamo particolari pregiudizi o atteggiamenti discriminatori, si parla spesso anche di scuola, dell’importanza di accompagnare i giovanissimi in un percorso utile per elaborare una riflessione sull’omosessualità non basata su pregiudizi ma sulla conoscenza per costruire il futuro”.

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