Omofobia in via Garibaldi, coppia gay denuncia: "Sputi e insulti"

Grave caso di omofobia a Parma: vittima una coppia di minorenni che ha subito insulti e aggressioni verbali, culminati con uno sputo da parte di un gruppo di ragazzi in via Garibaldi

Insultati e minacciati per la "colpa" di essere omosessuali e non volerlo nascondere, andando in giro mano nella mano per le vie del centro cittadino. E' l'umiliazione subita nel primo pomeriggio di sabato 28 luglio da due ragazzi minorenni residenti nel parmense. La coppia passeggiava mano nella mano quando è diventata oggetto di scherno da parte di un gruppo di coetanei seduti sui gradini del Teatro Regio.

Nessuna risposta agli insulti e alle provocazioni la scelta adottata dai due. Nonostante ciò, non contento, un componente del gruppo di ragazzi è andato loro incontro e, per sottolineare ulteriormente il proprio disprezzo, ha sputato addosso a loro. Sconcertati e amareggiati, i due hanno preferito allontanarsi, per evitare ulteriori umiliazioni e il rischio di collutazioni. Un atto inaccettabile e vergognoso, sottolinea L'ottavo colore che ha reso nota la vicenda nell'intento di porre l'accento denunciando un evento significativo per la sua gravità.

"Ok sono gay, ma non sono un mostro e non per questo mi devi sputare addosso", commenta una delle vittime dell'accaduto su facebook. Già oggetto di derisioni e insulti in passato, i due non avevano mai dovuto subire una situazione simile, che li ha provati psicologicamente. "L'Ottavo Colore, che da anni è impegnato in una battaglia quotidiana contro l'omofobia e ogni forma di discriminazione, non può che esprimere una condanna durissima per questo gesto barbaro, che sembra far tornare la nostra città indietro di anni - si legge in un comunicato diffuso -.

"Troviamo inacettabile che nel 2012 gay e lesbiche non possano tenere per mano il proprio compagno o la propria compagna senza rischiare linciaggi pubblici. Oltre ad esprimere la nostra più completa solidarietà ai ragazzi coinvolti ci teniamo quindi a conferamere il nostro impegno per fare di Parma una città più aperta dal punto di vista del rispetto delle minoranze sessuali, in modo che nessuno debba temere di manifestare liberamente i propri affetti e la propria individualità. Di passi avanti pensiamo grazie al nostro lavoro, e lo diciamo senza finta modestia, se ne sono fatti tanti a Parma, ma questo brutto episodio ci ricorda che la strada per una completa uguaglianza ed un piano rispetto di gay e lesbiche da parte di tutti è lunga. Ma noi vogliamo arrivarci in fondo".

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