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Pali Italia, fumata nera per la Cassa Integrazione: i lavoratori dovranno attendere

Nuova doccia fredda per gli operai in lotta da mesi per ottenere quanto gli spetta con presidi, cortei ed incontri: la curatela non ha accettato di accorciare i tempi dopo il fallimento del 21 luglio...

Pali Italia. Fumata nera per la Cassa Integrazione per i lavoratori che non percepiscono lo stipendio da otto mesi. La curatela fallimentare nell'incontro che si è svolto ieri ha proposto di condizionare l'ok alla Cigs alla sottoscrizione di un accordo che farebbe ricadere il rischio sui lavoratori. La Fiom non ha accettato ed ha chiesto di accelerare i tempi ma anche questa richiesta è caduta nel vuoto. Dopo mesi di proteste, presidi, manifestazioni e incontri il futuro dei lavoratori della Pali Italia è ancora in bilico e la luce in fondo al tunnel ancora non si vede. 

LA NOTA DELLA FIOM - "Un'altra fumata nera per Palitalia -si legge in una nota di Fiom Parma, Fiom Anagni e Fiom nazionale - azienda produttrice di pali per l'energia e l'elettricità con sede a Parma e Anagni, in fallimento dal 21 luglio. Si è svolto ieri 24 settembre un incontro fiume tra le delegazioni sindacali e i curatori, nell'ambito della discussione per la procedura di mobilità. Alla nostra richiesta di accedere quanto prima alla Cassa integrazione straordinaria (sussistendo le condizioni di continuità produttiva), la curatela ha risposto condizionando tale possibilità alla sottoscrizione di un accordo in cui avremmo dovuto accettare che, in caso di mancata approvazione della Cigs, il rischio sarebbe stato totalmente a carico dei lavoratori, sia rispetto a quanto dovuto dal punto di vista economico, sia rispetto alla immediata messa in mobilità. 

Un ricatto che non abbiamo potuto accettare, perchè sono in discussione diritti indisponibili di lavoratori che hanno già pagato un prezzo altissimo per questa vicenda e che sono senza alcuna copertura salariale da febbraio. Per questo abbiamo chiesto - insieme a Fim e Uilm di Anagni - che si riconoscesse subito che non sussistono più le condizioni per proseguire la fase di consultazione sindacale e pertanto abbiamo chiesto di passare subito alla fase ministeriale, considerando non opportuno un ulteriore allungamento dei tempi. Incredibilmente, nemmeno questa richiesta è stata accettata! Con questo, la curatela si assume la responsabilità di dilatare ancora i tempi di attesa per lavoratori stremati dal fatto di non percepire un euro da mesi!

La Fiom confida nel proseguire il prima possibile la discussione al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, affinché i lavoratori possano finalmente accedere alla Cigs e si costruiscano le condizione per dare un futuro a quel che resta di questa azienda. Nel frattempo lo stato di agitazione dei lavoratori va avanti con iniziative che si decideranno nei prossimi giorni".

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