Il Ministro Severino in via Burla: "Prenderemo gli evasi"

"Sono stata molto confortata in questo dall'incontro di oggi dove mi è stato detto: noi gli evasi li abbiamo sempre ripresi". Csa non ha funzionato? "Cause di carattere tecnico e forse di disattenzione umana"

"Questa è una visita anomala -ha detto il Ministro Paola Severino in visita al carcere di via Burla a Parma- rispetto a quelle che solitamente faccio nelle carceri perché é una visita dove ho dedicato gran parte del tempo all'incontro con coloro che stanno occupandosi delle indagini e con gli agenti di polizia penitenziaria. Ho parlato anche con i detenuti e mi sembrava giusto farlo per mandare loro un messaggio di legalità".

"Io sono fortemente convinta che noi riusciremo a realizzare lo scopo di individuare la località dove si trovano gli evasi e sono stata molto Proprio oggi il legale del boss Bernardo Provenzano, l'avvocato Rosalba Di Gregorio, deposita l'istanza con cui si chiede la revoca del 41 bis che ieri è stato trasferito nel settore detenuti dell'Ospedale Maggioreconfortata in questo dall'incontro di oggi dove mi è stato detto: noi gli evasi li abbiamo sempre ripresi". Così il ministro di Grazia e Giustizia Paola Severino ha spiegato il motivo della sua visita nel carcere di Parma. L'incontro odierno segue di alcune settimane la fuga, avvenuta il 2 febbraio, di due detenuti albanesi, di cui uno particolarmente pericoloso, ancora non rintracciati dalle forze di polizia.

"Un ministro non può interferire nelle indagini - ha aggiunto la Severino - ma sono qui solo per lanciare un messaggio di incitamento a ritrovare gli evasi e per individuare che cosa non ha funzionato, per evitare che episodi del genere si possano ripetere". Cosa non ha funzionato? "L'indagine è in corso e quindi arrivare a delle conclusioni ora non credo sia corretto - ha risposto il guardasigilli - Alcune delle cause sono di carattere tecnico, e quindi le si stanno verificando, altre potrebbero essere di disattenzione umana e si sta valutando tutto il possibile perché ciò non riaccada".

Al ministro Severino sono già arrivate le prime indicazioni dal comandante della polizia penitenziaria del carcere parmigiano Augusto Zaccariello (nominato subito dopo la doppia evasione): "Ci ha già consentito di rafforzare gli elementi di sicurezza sotto il profilo umano, cioé quelle regole di buona esperienza che si possono applicare e sono già state applicate - ha concluso il ministro -. C'é il mio impegno ad intervenire poi sugli strumenti tecnici nei tempi più rapidi possibili. La città è sconvolta, questo è un carcere di massima sicurezza e chi ci vive intorno deve sentirsi sicuro".

La doglianza che esprimo oggi per quest'ultima evasione è la stessa che ho manifestato quando non siamo riusciti a portare a compimento il progetto sulle misure alternative alla detenzione. Un carcere meno affollato è più sicuro anche perché il progetto di misure alternative per i soggetti meno pericolosi estremizza il tema" ha proseguito il Ministro Severino

PROVENZANO, TELECAMERA IN CELLA. Proprio ieri il boss Bernardo Provenzano, che è stato trasferito dal reparto dell'ospedale dove è rimasto ricoverato dopo il suo ultimo malore in cella, al reparto del nosocomio riservato ai detenuti.

E' previsto per oggi, intanto, il deposito da parte del legale del boss, l'avvocato Rosalba Di Gregorio dell'istanza con cui si chiede la revoca del 41 bis per il capomafia che, secondo una perizia medica, sarebbe affetto da un gravissimo deficit cognitivo. Dato lo stato di salute di Provenzano, sottolinea il legale, il regime carcerario duro è una "forma di pena aggiuntiva".

Nella cella del carcere di Parma, nella quale tra pochi giorni rientrerà Bernardo Provenzano, è stata installata - a quanto si apprende - una telecamera che permetterà di vigilare costantemente sulle condizioni del detenuto e sul suo stato di salute. Con lo stesso scopo, per evitare cadute, è stato posizionato un letto con sbarre di protezione, di tipo ospedaliero.

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