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Parma come Scampia: piazze di spaccio per un business milionario

Dall'Oltretorrente alla Pilotta, quanta droga: boom dell'eroina, incremento del 300%. Siamo la seconda città in regione in cui si consumano sostanze stupefacenti

Per sentir parlare di piazze di spaccio non è necessario andare a Scampia, o a Palermo (quartiere Ballarò, ad esempio). In misura molto meno elevata e con le debite proporzioni - chiaramente - le piazze di spaccio esistono anche a Parma, una città che molto spesso ha a che fare con numeri legati alle droghe che fanno paura per la dimensione e il contesto in cui vengono collegati. L’indagine annuale del Parlamento sul consumo e spaccio di sostanze colloca Parma al secondo posto in regione. Sostanze di ogni tipo si consumano a Parma, dall’eroina (che nel 2017 è stata sequestrata per 3,15 chili rispetto ai 0,97 dell’anno prima) alla cocaina (4,78 chili sequestrati): dall’hashish (226,28 chili sequestrati nel 2017), alla classica ‘erba’ (8.200 chili che i poliziotti hanno tirato via dalle piazze di spaccio). Consumi attestati, certificati. Ogni droga ha la sua età, tutte le età ultimamente si mescolano al consumo di sostanze di ogni tipo in una città in cui si sono costruiti negli ultimi anni veri e propri supermarket della droga: hashish, marijuana, crack e cocaina, eroina e sostanze sintetiche facilmente reperibili. Carabinieri e polizia hanno suddiviso la città in tre macro aree, tre grandi piazze di spaccio da cui partono le sostanze che finiscono nelle tasche di giovani e meno giovani, di ricchi e meno abbienti, di ragazzi e ragazze che si lasciano trasportare da una sensazione di onnipotenza che si frantuma nelle serate di sballo e si scioglie il giorno dopo. 

OLTRETORRENTE/VIA DEI MILLE 

La piazza dell’Oltretorrente (dove abbiamo incontrato il pusher Amed) è quella più ‘accessibile’: presidiata per lo più da nigeriani (dietro ai quali spesso c’è un movimento di criminalità organizzata che fa fede a regole ferree e gerarchie da rispettare, che si poggia sull’omertà fondamentalmente ma qui non scopriamo nulla), nella zona che introduce nella parte vecchia della città si smercia droga di ogni tipo. Fonti di polizia che presidiano il territorio con servizi e blitz notturni la recuperano principalmente tra i cespugli che delimitano la parte pedonale dalla strada, nelle siepi e nei cassonetti. I pusher della zona ne portano pochissima dietro, a volte il quantitativo non viene ritrovato nelle loro tasche, dove c’è fisso un telefono cellulare che serve ad attivare le altre 'cellule' di una catena produttiva molto elementare ma terribilmente fruttuosa. Ogni ingranaggio funziona alla perfezione: dal ‘laboratorio’, identificato spesso in un’abitazione che non ha padroni né intestatari, allo spaccio per strada, controllato da vedette e corrieri che se la fanno portare in zona da 'galoppini' che svolgono come compito specifico quello di rifornire chi cede la sostanza al compratore. Che tipo di droga si vende? Dall’eroina alla cocaina: ma principalmente marijuana in una zona aperta a tutti. Un vero mercato a cielo aperto che di notte – nonostante l’iniziativa del comitato Oltretutto, Oltretorrente – tende a riempirsi di pusher che sfamano acquirenti di ogni età. 

PILOTTA 

L’altra grande macroarea che i poliziotti hanno individuato è più centrale. Quella che fa capo alla Pilotta, dove la presenza della caserma dei carabinieri evidentemente non ha fermato del tutto lo smercio di droga. Lo ha ridotto sensibilmente, attenuandolo indubbiamente, ma i servizi congiunti delle forze di polizia sono testimonianza che il mercato della droga è sempre aperto. Magari con meno ‘stand’ a portata di mano. Ma resta vivo comunque. Anche qui, sotto i portici, nel guazzatoio della Pilotta, trovano rifugio pusher nigeriani e magrebini che si contendono la piazza e che spacciano hashish e marijuana, assieme a cocaina che rimane la preferita dai parmigiani. E non solo. 

SAN LEONARDO 

Neanche troppo distante dalla Pilotta, collegata attraverso la stazione, c'è via Trento che fa da anticamera alla grande piazza di spaccio del San Leonardo, che comprende Via Venezia e zone limitrofe. Le sentinelle perlustrano la zona a bordo di biciclette e girando a piedi, con la solita parsimonia di fermare clienti di ogni età. Anche qui, lungo i marciapiede, si dispiega l’esercito dei pusher. I cavalieri senza cavallo, in sella a biciclette rubate, principalmente, vendono droga con molta discrezione. I vicoli, autentici budelli, sono un po’ i loro rifugi e le loro vie di fuga, scappatoie strette irraggiungibili dalle auto della Polizia. Eroina, crack, cocaina, marijuana e qualche vetro infranto per risse violente che fanno da contorno.

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