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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca

Più di 13mila 'terze dosi' in meno di un mese

Dall'inizio della campagna vaccinale, a fine giornata del 7 novembre il totale delle vaccinazioni effettuate a Parma e provincia è pari a  716.256

Prosegue la campagna vaccinale a Parma. Nelle giornate dal 4 al 7 novembre in città e provincia sono state vaccinate contro il coronavirus 4.162 persone, di queste, 4.145 nei centri e ambulatori vaccinali delle due Aziende sanitarie a Parma e provincia; 17 nelle farmacie. Dall'inizio della campagna vaccinale, a fine giornata del 7 novembre  il totale delle vaccinazioni effettuate a Parma e provincia è pari a  716.256.

L'assessore regionale alla salute  e coordinatore della commissione salute della Conferenza delle Regioni, Raffaele Donini, a margine del convegno 'Area sanità', ha confermato che "I contagi sono in sensibile aumento. Anche noi registriamo un aumento significativo soprattutto per la popolazione non vaccinata, ma anche per coloro che pur essendo vaccinati non abbiano sviluppato una difesa anticorpale adeguata". Attualmente, "ancora reggono le ospedalizzazioni, non abbiamo una ripercussione critica sia nei reparti Covid sia nelle aree di terapia intensiva". Ma Donini ricorda come le prime tre ondate della pandemia furono con la stagione fredda: "Aspettiamoci che da novembre a inizio primavera, anche quest'anno, si possano avere queste ulteriori recrudescenze della pandemia. Il che però non significa che non si possano fermare".

Tutte le altre Regioni fanno registrare una stima di Rt tra 1.2 e 1.4, secondo i dati Iss. La variante delta rappresenta la quasi totalità dei casi ed è anche dominante nell’intera Unione Europea, associata ad una maggiore trasmissibilità. 

"L’incidenza settimanale a livello nazionale continua ad aumentare ed è ora al di sopra della soglia di 50 casi settimanali per 100.000 abitanti. La trasmissibilità stimata sui casi sintomatici e sui casi con ricovero ospedaliero è sopra la soglia epidemica - si legge nell'ultimo rapporto della cabina di regia - Questo andamento va monitorato e controllato con estrema attenzione anche alla luce della intensa recrudescenza epidemica in corso nei Paesi vicini del centro-est Europa". I tassi di occupazione di posti letto in area medica e terapia intensiva associati alla malattia COVID-19
riprendono lievemente a salire.

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