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Agricoltura, l'appello di Frattini parte da Parma: 'Eliminare quelli pericolosi, aumentare la coltivazione bio'

'Via i pesticidi dal campo e dal piatto' il titolo dell'incontro nella tappa parmigiana del Treno Verde di Legambiente. Frattini, presidente regionale: "Eliminare realmente i pesticidi pericolosi invece di continuare ad adottare forme blande"

Misure urgenti per contrastare l'avanzata nell'utilizzo dei pesticidi favorita dalle scelte intraprese a livello nazionale con un piano di azione mirato l'obiettivo del tavolo nazionale delle associazioni ambientaliste e del biologico nel dibattito inserito nella tappa parmigiana del Treno verde alla presenza di Lorenzo Frattini, Presidente Legambiente Emilia Romagna, Maria Grazia Mammuccini, portavoce tavolo delle associazioni ambientaliste e del biologico; Paolo Carnemolla, presidente nazionale Federbio e Elisabetta Tedeschi, Conapi. Dati sconcertanti quelli messi in luce dall'Ispra, che rivela la presenza, nelle acque italiane superficiali e sotterranee, di un alto numero di pesticidi, con un consumo che si aggira attorno a 5,6 Kg per ettaro ogni anno, il dato più alto nell'Europa occidentale. Non solo si assiste a un alto numero di fitosanitari rinvenuti ma a un numero elevato di luoghi contaminati, con concentrazioni superiori ai limiti previsti e con tipologie di pesticidi che in alcuni casi non dovrebbero neanche più essere presenti in commercio. Occorre un intervento mirato, sottolinea il presidente regionale Legambiente Lorenzo Frattini: "Si tratta di gravi danni che incidono non solo sull'ecosistema ma sulla nostra salute. E' necessario un piano dal Governo per innalzare il livello di tutela per eliminare realmente i pesticidi pericolosi invece di continuare ad adottare forme blande di contrasto che di fatto non hanno cambiato la situazione. Chiediamo maggiori limitazioni e azioni concrete e urgenti a livello nazionale".

Il Piano di azione nazionale sull'uso sostenibile dei pesticidi previsto da direttiva europea nel 2009 in Italia è stato adottato solo nel 2014. Su questo piano prende posizione il Tavolo delle associazioni ambientaliste e del biologico che sottolinea come non siano presenti reali misure di contrasto per ridurre le sostanze chimiche, ma unicamente l'obbligo per gli agricoltori di seguire le prescrizioni previste per gli agrofarmaci. "Si continua a percorrere la strada sbagliata - sottolinea Maria Grazia Mammuccini, portavoce Tavolo delle associazioni ambientaliste -. Invece di arrivare a una vera riduzione dei pesticidi si grava gli agricoltori di un ulteriore peso burocratico".

Uno spreco di soldi pubblici per l'applicazione della Politica agricola comunitaria entro il 2020 secondo il tavolo ambientalista, che non porterà un reale miglioramento con l'ulteriore rischio, sottolinea la portavoce delle 14 associazioni che fanno parte del Tavolo, che la nuova programmazione dei programmi di sviluppo rurale dalle regioni sia orientata a modalità agronomiche con uso intensivo di pesticidi. Da qui le proposte avanzate dal Tavolo, di cui fanno parte Aiab, Associazione per l'Agricoltura Biodinamica, FAI, Federbio, Firab, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Slowfood, Touring Club Italiano, Associazione Pro Natura,SIEP, UpBio WWF che saranno illustrate in occasione dell'incontro previsto per il 14 aprile al Ministero dell'Agricoltura. "Chiediamo al Governo un piano di aumento della coltivazione bio in Italia e che entro 5 anni dall'adozione del Pan si convertano al biologico le aree legate a Natura 2000. Occorre inoltre riconoscere la reale pericolosità del multiresiduo dato che la legge, a oggi, prende in considerazione unicamente l'incisività del singolo residuo e non della somma delle diverse tipologie".

Pesanti ricadute sul territorio anche per l'apicoltura, come sottolineato da Elisabetta Tedeschi, Conapi: "Rappresentiamo 600 apicoltori in tutta Italia, che hanno risentito dell'emergenza del 2008 con la diminuzione significativa del patrimonio apistico nazionale. C'è una forte adesione al biologico e in generale i soci sostengono la battaglia portata avanti ormai da tempo per proteggere non solo le api ma l'ecosistema, considerata la stretta correlazione per il mantenimento degli equilibri naturali. Abbiamo aderito a questa iniziativa perchè è quanto mai importante combattere insieme per un'agricoltura pulita e sostenibile".

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