Piano rifiuti, Folli: "La nostra regione sarà la pattumiera d'Italia"

L'assessore all’Ambiente Gabriele Folli interviene in merito alle ultime dichiarazioni uscite a mezzo stampa sul nuovo Piano Regionale dei Rifiuti: "Il Comune di Parma propone una revisione del piano che responsabilizzi i territori"

Di seguito l’intervento dell’Assessore all’Ambiente Gabriele Folli in merito alle ultime dichiarazioni uscite a mezzo stampa in merito al nuovo Piano Regionale dei Rifiuti.

“Sui rifiuti e sulla responsabilità territoriale abbiamo letto in questi giorni la soddisfazione del sen. Pagliari e le rassicurazioni del sottosegretario Bertelli relativamente al rischio che la regione Emilia-Romagna si trasformi in pattumiera d’Italia. In questi mesi stiamo sostenendo nuove e concrete proposte assieme ai sindaci dell’Emilia-Romagna, alternative ad un piano voluto dalla Regione che, alla riduzione della produzione dei rifiuti, non fa corrispondere una conseguente dismissione dei degli otto impianti presenti in regione. Cosa bruceranno questi impianti e perché dovremmo garantirne il funzionamento a noi istituzioni emiliane è assolutamente sconosciuto il motivo.
E c’è di più: le recenti rassicurazioni fornite dal Sottosegretario non trovano in alcun modo riscontro nei documenti del piano regionale e nei dispositivi del governo. Facciamo alcuni esempi: all’art.  19 del collegato ambiente si parla   di “determinare la rete nazionale integrata ed adeguata di impianti di incenerimento rifiuti.

Questa dicitura fa chiaramente riferimento ad un progetto che mira a redistribuire i flussi sulla base degli impianti già esistenti, e cozza con le rassicurazioni dateci dallo stesso Ministro Orlando il 27 gennaio scorso. Ci auguriamo quindi che ci sia presto una modifica di legge, altrimenti restano solo dichiarazioni e buoni propositi.

L’incremento dei rifiuti nel 2019

Altro inghippo: al capitolo 9 del piano regionale è pubblicata una tabella che, pur prevedendo una riduzione dei rifiuti urbani, mostra come nel 2019 vi sarà addirittura un incremento delle quantità di rifiuti urbani inceneriti rispetto al 2013. Ma se è prevista una decrescita generale della produzione rifiuti, il Pd dove pensa che possa derivare l’incremento dei rifiuti inceneriti, se non da fuori regione?
Il Sen. Pagliari si ritiene soddisfatto delle rassicurazione del Ministro Orlando sulla barriera regionale? Dimentica che il suo partito ha sempre sostenuto l’inceneritore di Ugozzolo, rassicurando fino all’altro ieri che mai sarebbe entrata spazzatura da fuori provincia.

Foglio di VIA aggirabile

Anche qui, andando a leggere le carte del PRGR si capisce come la famosa prescrizione numero 7 della VIA approvata con la delibera provinciale 938/2008, in cui si ribadisce che “al PAIP potranno essere conferiti rifiuti prodotti esclusivamente nel territorio provinciale di Parma”, sia di fatto aggirabile, nel silenzio di tutti, con un passaggio delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano dove si stabilisce che gli Enti dovranno provvedere “tempestivamente all'adeguamento delle previsioni degli strumenti di pianificazione” e che “decorsi 180 giorni dall’approvazione del Piano senza che gli Enti pubblici abbiano perfezionato gli adempimenti necessari le disposizioni incompatibili cessano di avere efficacia” (Art. 6 Comma 2 delle NTA).

Non c’è che dire, un pilatesco modo di togliere le castagne dal fuoco a chi aveva speso promesse elettorali per giustificare un impianto necessario ed imprescindibile per il territorio.
Oggi più che mai abbiamo la certezza che la scelta fu sbagliata e che con un modello di gestione non più basato sulla combustione sarebbero necessari solo 2-3 impianti per tutta la regione. Purtroppo ci troviamo improvvisamente avviati non solo a dover importare rifiuti da fuori provincia per ripagare un investimento multimilionario, ma addirittura con la prospettiva di vederci arrivare camion carichi di rifiuti da tutte le regioni d’Italia.

Le proposte del Comune di Parma

Il Comune di Parma propone una revisione del piano che responsabilizzi i territori premiando quelli che raggiungeranno gli obiettivi di riduzione ed incremento della differenziata.
Il parametro combinato raccolta differenziata/residuo procapite deve essere utilizzato su scala locale (su base ambito provinciale) per stabilire un criterio di premialità da applicare al singolo ambito territoriale in termini di
1)    riduzione capacità autorizzativa dell’impianto di incenerimento;
2)    priorità di dismissione degli impianti in regione;
3)    sgravi in tariffa e/o sostegno economico all’implementazione dei servizi di raccolta.

In questo modo si responsabilizzano i territori e si incentivano amministratori e cittadini ad orientare decisamente verso la raccolta differenziata porta a porta e la tariffazione puntuale i propri sistemi di raccolta, dotandoli di risorse necessarie per raggiungere questi obiettivi. Solo così potremo andare nella direzione che ci indica l’Europa verso un corretto uso delle risorse ed un sempre minore ricorso ad inceneritori e discariche”.

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