Picchia e minaccia moglie e figli: padre-padrone arrestato a Parma

L'uomo, un nigeriano di 50 anni, voleva continuare a vivere nella casa di famiglia a Padova anche dopo la decisione del giudice di allontanarlo dalla moglie e dai figli, di 9 e 13 anni, che da tempo subivano violenze e percosse

Arresto della polizia

Nei giorni scorsi, una donna di origini nigeriane, residente a Padova, si era presentata presso il Commissariato denunciando una situazione familiare che era diventata insostenibile a causa delle continue vessazioni alle quali lei ed i due figli di 9 e 13, anni erano costretti a subire.
In particolare emergeva che la donna ed i due figli, da alcuni mesi, erano costretti a subire  minacce, ingiurie, violenze e percosse da parte del marito della donna e padre dei minori, N.C.S. di anni 50, anch’esso originario della Nigeria ed in Italia dal 1992.

La situazione si era ulteriormente aggravata quando l’uomo aveva perso il lavoro; in seguito aveva anche divorziato dalla donna fissando, comunque, la propria dimora all’interno dell’abitazione della famiglia.
L’uomo trascorreva tutte le sue giornate all’interno dell’abitazione, sdraiato sul divano a guardare la televisione vessando continuamente i familiari.
Le diverse denunce presentate dalla donna, opportunamente riscontrate da personale del Commissariato cittadino di Padova, consentivano al GIP del Tribunale di Padova di emettere un’ordinanza di allontanamento dalla casa familiare con divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle persone offese, che veniva notificata all’uomo il 16 febbraio scorso.

In tale contesto l’uomo aveva una reazione violenta contro le forze dell’ordine  tanto da rifiutarsi di uscire dall’abitazione, contravvenendo a quanto intimato dal Giudice.
Nei giorni seguenti veniva riscontrata la costante presenza dell’uomo all’interno dell’abitazione familiare in palese violazione alle disposizioni dell’Ordinanza e pertanto, il personale del Commissariato, segnalando al Tribunale la situazione venutasi a creare, richiedeva l’aggravamento della misura cautelare già imposta con una misura più restrittiva della libertà personale da applicarsi nei confronti dell’uomo.

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Il 23 febbraio, il GIP presso il Tribunale di Padova emetteva ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del “padre padrone” il quale, nel frattempo si era reso irreperibile allontanandosi da Padova.
Le indagini esperite dagli investigatori padovani, permettevano di accertare che l’uomo aveva alcuni parenti nella città di Parma, in particolare una sorella, presso cui poteva aver trovato rifugio.
Il Commissariato di Padova coinvolgeva pertanto nelle ricerche la Squadra Mobile di Parma che in breve riusciva ad individuare l’abitazione della donna.
Nella serata del giorno 28 febbraio, personale della Sezione Rapine, si recava presso l’abitazione in argomento ove a seguito di un breve servizio di osservazione, entrava nell’abitazione e procedeva all’arresto di N.C.S. notificandogli l’ordinanza emessa dal Tribunale di Parma.
Al termine degli atti di rito l’uomo è stato associato al carcere di Parma a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Padova.
 

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