Piene del Po: un piano per le emergenze

Dalla Provincia uno strumento per gestire in tempo reale le situazioni di criticità

Andrea Fellini

Poter gestire in tempo reale le situazioni di criticità che si verificano in caso di piena del Po. È questo l’obiettivo del “Piano provinciale di Protezione civile di emergenza per l'area del bacino Po”, elaborato dalla Provincia, sulla base dei dati forniti dall’Aipo, dall'Autorità di bacino, dal Consorzio di bonifica e da Arpa, tenendo anche conto delle linee guida della Regione. Il Piano, approvato nell’ultima seduta del Consiglio provinciale, coinvolge tutta l'area golenale del Po sulla quale insistono porzioni di Comuni rivieraschi, interessati direttamente dal rischio delle piene del Po e dei tratti terminali dei suoi affluenti.  
“Il Piano rappresenta un importante passo avanti nella tutela della sicurezza dei cittadini e rientra in un progetto più ampio della Provincia di riqualificazione del sistema di Protezione civile – afferma l’assessore provinciale Andrea Fellini -. Si tratta di un atto amministrativo fondamentale, costruito con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati, che ci consentirà di operare in modo ordinato e più sollecito in caso di emergenza: una volta che il Piano sarà sottoscritto da tutti gli organismi istituzionali coinvolti e apparentati al Sistema provinciale di Protezione civile, assumerà il ruolo di protocollo d'intesa da rispettare nelle situazioni di emergenza”.

In particolare, il Piano è costituito da tre parti: il “Quadro conoscitivo” che individua le risorse e gli elementi a rischio; lo “Scenario di danno” che definisce le potenziali conseguenze di eventi emergenziali; e il “Modello d'intervento” che assegna responsabilità e compiti a tutti gli organismi del Sistema di Protezione civile. “È importante sottolineare – aggiunge Fellini –  come nella stesura del Piano sia stato dato particolare rilievo all'analisi delle situazioni di criticità arginale: quei punti di debolezza del sistema che devono essere monitorati in caso di allertamento”.
Oltre a tutti i riferimenti normativi, nel Piano sono contenuti anche dati relativi ai principali eventi storici di riferimento, l'aggiornamento del catasto delle arginature, la segnalazione dei fontanazzi e dei fenomeni di sifonamento, la carta del modello di intervento, il censimento delle infrastrutture a rischio, la disponibilità di mezzi e materiali, gli scenari di intervento e i principali fenomeni attesi, e la definizione delle fasi di attenzione, preallerta e allerta/emergenza.

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