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Ponte Verdi: riapertura prevista per il 10 ottobre

La riapertura sarà a senso unico alternato: tutte le info

Riaprirà al traffico con tutta probabilità il prossimo 10 ottobre il Ponte “Verdi” sul Po, che collega Ragazzola sulla sponda parmense a San Daniele Po su quella cremonese, se non emergeranno nel frattempo altre criticità su cui intervenire immediatamente.
La riapertura sarà a senso unico alternato.

Questo è il risultato del sopralluogo di oggi pomeriggio, presenti il Delegato alla Viabilità ella Provincia di Parma Giovanni Bertocchi,  il Dirigente del Servizio provinciale Viabilità Gianpaolo Monteverdi, che è anche il direttore dei lavori, i Sindaci di Roccabianca Alessandro Gattara, di Polesine –Zibello Massimo Spigaroli e di San Daniele Po Davide Persico,  i tecnici dell’impresa.

Il ponte è chiuso dallo scorso 27 luglio, con un’ordinanza di chiusura valida fino al 26 settembre. La chiusura si era resa necessaria per consentire il ripristino di alcune travi di impalcato ammalorate, che avevano manifestato i loro difetti a cantiere già avviato.
I problemi che rendono necessaria questa ulteriore proroga della chiusura fino al 10 ottobre sono stati riscontrati in agosto, quando l’acqua del fiume è scesa, ed è stato possibile effettuare ulteriori controlli, impossibili con l’acqua alta.

Il ponte non è facilmente controllabile nel dettaglio, si tratta di un manufatto particolarmente esteso e  sono continuamente in corso altri controlli per scoprire nuovi eventuali segnali di deterioramento. I lavori di pristino procedono speditamente, ma se si presentassero altre situazioni di problematicità, ad oggi non ancora emerse, sarà necessario prendere i dovuti provvedimenti.

“Stiamo facendo il possibile per recuperare al transito quanto prima questo ponte, ma sappiamo che comunque, anche a lavori finiti, avremo sistemato un’opera vecchia, - ha dichiarato il Delegato alla Viabilità della Provincia di Parma Giovanni Bertocchi – E’ evidente ormai la necessità di rifare il ponte, almeno il tratto in alveo, che è la parte che presenta più criticità e più difficoltà di intervento in caso di urgenza. Occorrono almeno altri 25 milioni di euro, oltre ai 6 milioni già impegnati nel ripristino in corso e agli altri 20 milioni di euro già stanziati. Sono cifre importanti, ma si tratta di un collegamento vitale tra territori importanti del Paese.”

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