Processo crac Parmalat, filone Morgan Stanley e Deutsche Bank: ascoltato come testimone oggi in aula Enrico Bondi

Il commissario straordinario torna in tribunale nel corso del dibattimento che ancora scuote la città per ricostruire i fatti che coinvolgono le due banche e il rapporto con la società di Collecchio

Continuano gli strascichi giudiziari a 12 anni di distanza dal crac Parmalat presso il tribunale penale della città. Questa mattina è stato ascoltato come testimone nel corso della prosecuzione di un udienza del processo riguardante il filone Morgan Stanley e Deutsche Bank Enrico Bondi, attualmente commissario straordinario di Parmalat in amministrazione straordinaria, ascoltato in prima udienza il 18 giugno scorso. Nel corso della scorsa udienza Bondi ha ricostruito i fatti che lo hanno portato all'amministrazione della Parmalat al momento del default e il successivo processo di risanamento del gruppo, poi rilevato dall'opa di Lactalis nel 2011.

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In particolare questa mattina si è concentrato su due transazioni eseguite con le banche Morgan Stanley nel 2005 e Deutsche Bank nel 2009. I famosi accordi allora ottenuti per operazioni effettuate nel periodo antecedente il crac, sarebbero transazioni definite da scritture private con le rispettive banche, poi annunciate tramite comunicato stampa e autorizzate dal Ministero delle Attività produttive all'epoca. Con Morgan Stanley l'accordo raggiunto era di 155 milioni euro, mentre con Deutsche Bank si trattava di 64 milioni di euro, a fronte di ogni rinuncia di azione risarcitoria. Bondi nel corso della deposizione ha risposto alle domande del Presidente del collegio giudicante Gennaro Mastroberardino e del Pubblico Ministero Giuseppe Amara.  A margine della deposizione il dottor Bondi ha spiegato che non rilascia dichiarazioni in merito al processo in atto. Il dibattimento è ancora in corso riguarda anche l’operato delle due banche nel periodo in cui le ombre non si erano ancora stagliate sulla società di Collecchio. 

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