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Una psicologa parmigiana tra i terremotati di Norcia

Ilaria Patteri dell'associazione Emdr Italia si è recata nei luoghi colpiti dal sisma

Una psicologa parmigiana tra i terremotati di Norcia:

Una psicoterapeuta parmigiana, la dott.ssa Ilaria Patteri, si è recata, come volontaria, nei luoghi colpiti dal sisma del 24 agosto 2016 che ha devastato il Centro Italia, provocando morti e distruzione. Si è trattato di un evento critico che ha coinvolto, a vari livelli, l’intera comunità di Umbria, Lazio e Marche. Ma l'intervento della dott.ssa Patteri e dei suoi colleghi psicoterapeuti dell'Associazione EMDR Italia, che sono rimasti dal 26 agosto al 7 ottobre nel territorio sconvolto dal sisma, è stato importante per permettere alle popolazioni locali di rieleborare il ricordo traumatico di quella notte e ritornare a vivere una quotidianità il più possibile normale.

Ilaria, raccontaci la tua esperienza

" Mi sono recata nelle zone colpite dal sisma come membro dell’Associazione EMDR Italia che fa parte di una rete di associazioni e organizzazioni a livello internazionale formate da psicoterapeuti specialisti in EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing).

L’EMDR è un approccio psicoterapeutico che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha riconosciuto nel 2013 come trattamento efficace per la cura del trauma e dei disturbi ad esso correlati. Siamo stati chiamati ad intervenire in questa situazione di emergenza dall' Ordine degli Psicologi dell'Umbria con cui abbiamo costantemente collaborato. L'Associazione è stata presente nel territorio colpito dal sisma dal 26 agosto al 7 ottobre.

In questo periodo, io insieme ad altri 40 colleghi volontari ci siamo turnati nella zona. Inizialmente ci siamo mossi in tutto il territorio recandoci nei luoghi dove erano presenti le vittime, dalle tendopoli all’ospedale, ai domicili privati per informare gli abitanti di Norcia e dei comuni limitrofi della nostra presenza e del servizio di sostegno che potevamo offrire. Abbiamo preso contatti con i sindaci dei comuni, con le Asl e con le scuole. Abbiamo offerto la possibilità di usufruire del nostro intervento anche a tutti gli operatori di soccorso, vigili del fuoco, protezione civile, forze dell' ordine, che, lavorando in prima linea, sono ovviamente sottoposti ad un livello di stress elevatissimo.” 

Quali sono state le modalità del vostro intervento sul posto? E qual'è stata la risposta della popolazione?

" Il supporto psicoterapeutico e psicosociale che abbiamo offerto ha coperto tutta l' area territoriale dei comuni di Norcia, Preci, Cascia e Monteleone di Spoleto e relative frazioni. Avevamo come base operativa il COM (Centro Operativo Misto) di Norcia in seguito divenuto COAR (Centro Operativo Avanzato Regionale), spazio che abbiamo condiviso con la protezione civile, i vigili del fuoco e gli assistenti sociali. Abbiamo proposto colloqui individuali a tutta la popolazione garantendo un ciclo completo fino a sei sedute. La risposta della popolazione è stata elevatissima ed incredibile. Si sono resi conto di avere bisogno di aiuto per poter ritornare ad una condizione di vita il più possibile normale. Il sisma li aveva profondamente traumatizzati lasciandoli completamente in balia di una sensazione di impotenza e vulnerabilità. Alcuni avevano subito danni fisici, molti danni materiali. Ho incontrato persone che avevano perso casa, dichiarata inagibile; molti avevano subito la morte di conoscenti e amici cari che abitavano ad Amatrice; tra quelli la cui casa era stata dichiarata agibile e fuori dalla zona rossa quasi tutti non riuscivano a rientrare nelle loro abitazioni, terrorizzati dalle immagini di quella notte e dalla preoccupazione di nuove scosse. Abbiamo incontrato 256 persone effettuando un totale di 576 colloqui individuali di EMDR. Abbiamo svolto incontri di gruppo con i ragazzi della scuola media di Norcia e di Monteleone, con alcuni funzionari dellAsl di Norcia, con funzionari comunali di Monteleone e con un gruppo di operatori dell’Ospedale di Cascia."

Cosa ti ha lasciato questa esperienza professionale? 

“E’ stata per me un' esperienza umana fortemente intensa ed incredibile con i colleghi, con gli altri operatori di soccorso e soprattutto con le persone di quei luoghi meravigliosi cosi duramente colpiti. Lavorare in emergenza è tutto molto veloce ed intenso, non c'è tempo, le relazioni si instaurano in pochi secondi e proprio in quella manciata di secondi è come se conoscessi l' altro da una vita; ne riconosci le fragilità, l'essenza umana e in quella riconosci e re-incontri anche la tua. Insomma un'esperienza che mi ha arricchita molto sia dal punto di vista umano che professionale”

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