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Public Money, Vignali: 'Il mio patteggiamento non è un'ammissione di colpa'

L'inchiesta Public Money trova un punto di svolta. Patteggiati con l'ex sindaco Vignali due anni di condanna e risarcimento. Chiesti otto rinvii a giudizio per altri che facevano parte dell'inchiesta. Dieci mesi a Tiziano Mauro, ex presidente Tep. Prosciolti Tommaso Ghirardi ex presidente del Parma Calcio e Alberto Monguidi, ex addetto stampa del Comune

Cala il sipario per Pietro Vignali nella vicenda Public Money che lo vedeva implicato con otto capi di imputazione, peculato e corruzione. Accusato per aver sottratto dalle casse comunali e quelle di alcune società partecipate (come Enìa) migliaia di euro per costruirsi un immagine, una campagna elettorale e pagare giornalisti ed editori (Polis) per metterli a tacere. La scandalosa vicenda aveva fatto cadere la vecchia giunta comunale e nel gennaio del 2013 arrivarono le manette per Vignali, l'imprenditore Buzzi, il consigliere regionale Pdl Villani e il presidente di Stt Andrea Costa.

Nella vicenda Public Money vennero indagate con vari capi d'imputazione 17 persone tra imprenditori, giornalisti e dirigenti che svuotarono completamente le casse del Comune in pochi anni. Ieri in aula la vicenda con il giudice Paola Artusi che ha convalidato l'istanza di patteggiamento richiesta dalla difesa di Vignali : condanna a due anni, sospensione della pena e risarcimento. Parte lesa il Comune che di era costituito parte civile.

Vignali non andrà in carcere ma dovrà risarcire quasi un milione di euro al Comune di Parma. Già lo scorso anno era finita sotto sequestro da parte della guardia di Finanza il lussuoso appartamento in centro storico di Vignali, valore stimato 500 mila euro. Questo uno dei beni che potrebbe rientrare nell'accordo per il risarcimento, ma i termini rimangono riservati.

L'avvocato del Comune esprime massima soddisfazione per il risultato ottenuto. Soddisfazione anche per il sindaco Pizzarotti che da fb scrive "Chiusa una storia negativa, ora guardiamo avanti".

L'ex sindaco Vignali in una nota spiega il perché del patteggiamento, "PATTEGGIO PER VOLTARE PAGINA, NON E' UN AMMISSIONE DI COLPA" -   "La decisione di patteggiare non è dettata da un'ammissione di colpa ma dall'esigenza per me vitale di voltare pagina, chiudendo un periodo di grande dolore fisico ed emotivo. Avrei voluto affrontare il processo ma questo avrebbe significato ingenti spese legali e ulteriori anni di attesa e sofferenza prima di arrivare alla sentenza finale".

E' stato accolto anche il patteggiamento per Tiziano Mauro, ex presidente di Tep: risarcimento e condanna a dieci mesi con pena sospesa.

Pena sospesa e patteggiamento a un anno e sei mesi per l'agente di commercio Riccardo Ragni, stesso patteggiamento anche per Danilo Cucchi a cui però non è stata data la sospensiva di pena. Per loro l'accusa era di aver ricevuto denaro da alcune partecipate per consulenze fittizzie mai effettuate. Prosociolti completamente l'ex presidente del Parma Calcio Tommaso Ghirardi e Albero Monguidi, ex addetto stampa del Comune. Erano stati accusati entrambi di peculato. Capitolo ancora aperto per otto imputati a cui è stato dato disposto il rinvio a giudizio.

Prima udienza fissata per marzo 2016. Tra gli imputati rinviati a giudizio l'ex amminstratore delegato di Stt Andrea Costa, l'ex editore di Polis Angelo Buzzi e Marco Rosi ex proprietario del locale Sorelle Picchi accusato di aver corrotto Vignali per l'autorizzazione del dehors davanti al locale.

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