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Caiazzo resta in carcere. I legali annunciano il ricorso in Cassazione

Il Tribunale del Riesame ha respinto il ricorso presentato dagli avvocati dell'uomo che lo scorso 30 novembre fuggì con un bottino di 3 milioni e 700mila euro, per poi consegnarsi ai carabinieri pochi giorni dopo

Il Tribunale del Riesame di Bologna non ha accolto il ricorso dei legali di Rosario Caiazzo, che avevano chiesto la scarcerazione e in subordine gli arresti domiciliari. L'uomo lo scorso 30 novembre era scomparso con il furgone portavalori della società di vigilanza per la quale lavorava, a bordo del quale vi erano tre milioni e 700mila euro. Dopo pochi giorni, si era consegnato ai carabinieri con soli 10mila euro, e aveva detto di non avere i soldi con sè e che molto probabilmente glieli avevano rubati.

I legali, nel corso della prima udienza, hanno sottolineato che l'accusa per Caiazzo non poteva essere furto aggravato bensì appropriazione indebita. Reato che non prevede la custodia in carcere. Inoltre, visto che il loro assistito si è costituito volontariamente, non sussisteva nemmeno il pericolo di fuga. Mentre si attendono le motivazioni del Tribunale del riesame, gli avvocati di Caiazzo hanno annunciato il ricorso in Cassazione.

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