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Sant'Ilario 2011, il sindaco: "Parma è un modo di vivere"

Per Vignali la ricetta che tutto il mondo sta cercando per guardare oltre la crisi è quel mix di tradizione, innovazione e qualità della vita che caratterizza la nostra città. La metro, una rinuncia necessaria

Nel tradizionale discorso in occasione della cerimonia per la consegna dei premi S. Ilario, il sindaco di Parma Pietro Vignali individua la strada per uscire dalla crisi: “il disegno – dice – è sotto i nostri occhi: è parma, il suo modo di vivere”. La nostra città è infatti in equilibrio tra piccolo e grande, tra tradizione e innovazione, tra sviluppo e qualità, tra benessere e sostenibilità.

Un equilibrio che è il più importante bene che abbiamo e che va difeso sia dalla tentazione di stravolgerlo sia dagli attacchi che la profonda crisi economica ha portato a tutti i territori. Un equilibrio che, anche nell’anno più nero, l’Amministrazione ha salvaguardato compiendo scelte di rigore e responsabilità, rinunce necessarie, puntando su investimenti e servizi necessari alla nostra qualità della vita.

Il Nuovo Mondo.Viviamo una stagione storica straordinaria.

Ne usciremo con una grande lezione: la storia non si legge solo storia attraverso i suoi processi materiali ed economici, ma soprattutto attraverso i valori che animano le persone.

Continuità. Oltre dieci anni fa Parma si è svegliata da un preoccupante torpore.

È iniziato un precorso straordinario, che non è ancora terminato. Anche in un momento in cui le risorse erano abbondanti, non è bastato individuare dei progetti per riuscire a realizzarli. Perché nessuno ha la bacchetta magica.

La Crisi.Poi è arrivata la crisi. Che ha cambiato tutto. La nostra città, come l’intero Paese, si è trovata nel mezzo di un guado. Noi, con una quantità enorme di investimenti iniziati, non avevamo altra scelta che andare avanti.

La dimensione etica.Il cambiamento non è stato solo fisico,  ma si è avviato un processo di trasformazione del patrimonio di cultura e bellezza, coesione civile e idealità, educazione e sicurezza sociale. Il fondamento della nostra idea di comunità. Questa dimensione etica purtroppo oggi è minacciata. Anche sul piano delle risorse. La nostra scelta è stata quella di non cedere alla logica della pura sopravvivenza o del puro galleggiamento.

Un approccio evolutivo.E anche se la crisi economica, i tagli dello stato, e un patto di stabilità ottuso ci hanno costretto e ci costringeranno ancora a rivedere la nostra programmazione e rinunciare ad alcune opere che in un altro momento avremmo potuto realizzare, tuttavia non abbiamo rinunciato e non rinunceremo mai a quei servizi necessari a migliorare la vita delle persone e a quegli investimenti necessari a rendere più attrattivo il nostro territorio. Secondo un approccio evolutivo e non conservativo.

Metro.Non fare la metropolitana, non è stata una scelta facile. Ma realizzare oggi a Parma la metropolitana sarebbe stato sconsiderato. Dieci anni fa, in un mondo completamente diverso, la metropolitana era un progetto affascinante a cui tanti, io per primo, hanno creduto. Ma oggi, se il bilancio del Comune dovesse sostenere quest’opera, avremmo superato il limite di indebitamento consentito per legge. E dunque, anche se questa è stata una scelta che ha contrariato qualcuno, è stata una scelta dolorosa ma giusta. Perché, con quelle risorse, oggi noi potremo realizzare case, opere e infrastrutture di cui la città ha davvero bisogno.

Priorità.Come il Piano di edilizia sociale. Il più grande intervento di edilizia sociale mai realizzato a Parma. Riuscire a concretizzare progetti come questo è la ragione per cui alcuni di noi hanno la passione e la vocazione della politica.

La nostra idea di politica.Io credo che si stia affermando un nuovo pensiero politico. “Più società meno stato” è la chiave. Che, attenzione, non significa “stato minore”. Al contrario. Significa “stato migliore” e società più libera.

È la bussola che ci deve guidare, l’idea di un vero federalismo fiscale incrociato con una vera sussidiarietà orizzontale, dove il federalismo è il presupposto politico, e la sussidiarietà è il presupposto culturale per una diversa impostazione della società, che sappia riconoscere la persona, la famiglia e il lavoro come motori dello sviluppo e del benessere.

Nuovi strumenti: le partecipate.Senza  federalismo fiscale né ripresa economica, noi non siamo stati con le mani in mano, e in questi anni abbiamo costruito da soli nuovi strumenti di gestione delle risorse pubbliche, abbiamo inventato da soli nuove soluzioni per realizzare opere e garantire i servizi. Le società partecipate del Comune, di cui si è fatto un gran parlare in questi mesi, sono servite a questo.

Sono servite a realizzare opere, progetti e a gestire servizi, mentre da una parte gli enti locali perdevano risorse, trasferimenti dallo Stato, autonomia fiscale, e dall’altra parte la società andava avanti e si acuivano i bisogni e le necessità.

Errori.Qualcuno ha commesso degli errori. Penso alla vicenda Tep, a cui abbiamo reagito rimuovendo subito il vertice dell’azienda. Ma gli errori di qualcuno non devono compromettere il lavoro di tutti. 

Debiti.Si è insistito poi sul tema del debito. Con l’intenzione di preoccupare i cittadini. Ma credo che i parmigiani siano meno suggestionabili di quanto non si pensi. Le società partecipate hanno contratto dei debiti. L’amministrazione infatti non è un’impresa. Non produce profitti. Se vuole costruire nuovi servizi, nuove strade, nuove infrastrutture ha solo due possibilità: chiedere ai cittadini, che in questo momento non possono essere gravati di altre tasse, oppure chiedere alle banche.

Come una famiglia che cresce.Noi siamo come una famiglia che cresce. Questo chiunque può capirlo. Cresce il numero di abitanti, crescono i nostri bisogni, sempre più evoluti, sempre più personalizzati. E come una famiglia che cresce compra una casa più grande, così fa la città, costruendo nuove opere, nuovi asili, nuove strutture per anziani, nuove strade e nuove piazze. E come una famiglia, quando fa un investimento per il futuro non dice “ho fatto un debito”, ma dice “ho comprato una nuova casa”, così è per l’Amministrazione. L’unica alternativa possibile è non costruire queste cose, che però significa tornare indietro nella qualità della vita.

Città all’avanguardia.Parma è sempre stata all’avanguardia in tante iniziative, quando tutto era in ascesa, quando l’intervento pubblico era in ogni campo motore di valore aggiunto.

Oggi Parma deve confermare la sua capacità di essere all’avanguardia anche in un momento in cui è necessario cambiare rotta, trovando per prima strade alternative, modelli di intervento diversi, opzioni possibili.

Dobbiamo saper esprimere una visione diversa, che innanzitutto sappia valorizzare la città esistente, il suo potenziale di benessere e il suo modello di equilibrio sociale.

Nuovo Psc e Nuovo Welfare.Sarà nella città costruita, e non in quella da costruire, il futuro del nostro sviluppo urbano. Sarà nella centralità della famiglia, nel superamento di una logica assistenziale e del monopolio pubblico nella gestione dei servizi, il futuro del nostro welfare. Perché per noi welfare non significa risposta al disagio, ma qualità della vita a portata di tutti.

L’elogio del Presidente Napolitano.Qualità che anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ci ha riconosciuto esprimendo, solo pochi mesi fa, il suo apprezzamento per “l’impegno profuso dal Comune di Parma su temi di grande rilievo sociale (…) e di ricerca di un’alta qualità della vita”.

Federalismo.Ma solo un vero federalismo potrà permetterci di assumere fino in fondo questo ruolo sussidiario.

Proprio in queste settimane è finalmente in discussione questa riforma, che dalle prime stime porterebbe alla nostra città alcune decine di milioni di euro ogni anno. È un obiettivo politico che condividiamo in pieno, perché si tratta di risorse ormai cruciali per il mantenimento e il miglioramento della nostra qualità della vita.

Un modo di vivere.Lo scenario di oggi, quello del mondo che sta uscendo dalla crisi, offre a Parma la possibilità di esprimere tutto il suo potenziale.

Mentre altri provano a reinventarsi, cercando di allinearsi alla nuova direzione di marcia che la crisi ha imposto al mondo, noi sappiamo che la risposta è nell’equilibrio tra piccolo e grande, tra tradizione e innovazione, tra sviluppo e qualità, tra benessere e sostenibilità. E’ il nostro modo di vivere.

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