Scec, sconosciuti ai commercianti. Cantoni: "Potrebbero essere un rischio per le imprese"

Sono ancora pochissimi, infatti, coloro che conoscono o hanno sentito parlare della 'moneta locale' che i grillini vorrebbero introdurre. Stefano Cantoni di Confesercenti: " I commercianti rischiano di trovarsi in mano somme ingenti in Scec"

"Scec?". E' questa la risposta dei commercianti alla domanda: "Cosa ne pensa dell'introduzione dello Scec?". Sono ancora pochissimi, infatti, coloro che conoscono o hanno sentito parlare della 'moneta locale' che i grillini vorrebbero introdurre, forse a partire dall'estate, in diverse zone della città. La proposta dell'assessore al commercio, Cristiano Casa, sembra diventare ogni giorno più concreta e, nei passati incontri tra la Giunta e i cittadini per il progetto "Il quartiere che vorrei", è stata sponsorizzata come un valido sostegno al commercio, per cui i residenti chiedono interventi significativi.

Il punto della questione è che dal Centro, passando per l'Oltretorrente e finendo al Montanara, la maggior parte dei negozianti non conosce lo Scec. Non solo. Le perplessità per l'introduzione di quello che sarebbe un buono sconto, da affiancare all'euro per abbassare il prezzo d'acquisto di alcune merci, sorgono spontanee e le domande anche: "Se li utilizzeremo solo in un circuito di negozi, cioè quelli che aderiscono all'iniziativa, come faremo quando ce ne rimarranno tanti in cassa?".

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In effetti questo è anche il dubbio della Confesercenti: "Ben venga qualsiasi iniziativa che contribuisca ad alleviare la crisi catastrofica che ha colpito soprattutto la vendita al dettaglio", ha affermato Stefano Cantoni, "ma la città è molto grande e i rischi per le imprese, nel caso in cui il progetto non dovesse decollare, sono alti". Per cui se gli scec non possono essere utilizzati per pagare i fornitori, per essere depositati in banca o per pagare i contributi comunali, quanta vita avranno?

E se dovesse crollare questo sistema l'Arcipelago Scec, che sarebbe l'equivalente della "Banca d'Italia", cambierà i buoni in moneta? Perché il problema dell'efficacia di questa iniziativa risiede proprio nel fatto che, se dovesse prendere piede, i commercianti rischiano di trovarsi in mano somme ingenti in Scec, vale a dire in buoni sconto che potrebbero essere spesi solo investendo ulteriori euro. Se ad esempio un commerciante dovesse aver accumulato un valore di 300 euro in buoni che danno diritto ad uno sconto del 30% sull'acquisto di beni, per incassarli realmente dovrebbe spenderne altri 700. Il rischio, chiaramente, è che l'iniziativa si trasformi in un boomerang per i negozianti. "Per questo motivo - ha spiegato Cantoni - abbiamo suggerito al Comune di consentire agli esercenti di pagare alcune tariffe in Scec, ma al momento non sembra possibile".

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