Fiom in piazza: "No ai licenziamenti, sì ai diritti dei lavoratori"

Metalmeccanici Fiom sotto i Portici del Grano contro i licenziamenti dei 36 dipendenti Cft e contro il "modello Marchionne". Stasi: "Siamo in una situazione d'emergenza, non possiamo vedere tagliati i nostri diritti"

Sciopero Fiom in piazza Garibaldi

I Portici del Grano di nuovo simbolo di lotta, oggi con lo sciopero di 4 ore indetto da Fiom metalmeccanici, per difendere il lavoro e i diritti contro il licenziamento di 36 dipendenti e il "modello Marchionne", in vista della manifestazione nazionale che si terrà a Roma il prossimo 18 febbraio. Tanti i temi in piazza, come sottolinea Antonella Stasi, segretaria generale Fiom Cgil Parma: "Siamo in una situazione d'emergenza e non possiamo continuare a vedere tagliati i nostri diritti in nome di un paese che sta andando alla rovina. Anche a Parma abbiamo gestito situazioni di emergenza con contratti di emergenza. La situazione della Cft insegna: si tratta di una società che ha deciso di lasciare a casa 36 lavoratori. Siamo qui anche per far sentire la loro voce, non si tratta di numeri ma di persone, che in una situazione come questa fuori da quell'azienda non troverebbero forse un altro lavoro oggi".

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Tra le priorità il dialogo sul contratto nazionale, come spiega Stasi: "Noi non siamo firmatari di un contratto separato, abbiamo presentato una piattaforma votata dai lavoratori con referendum, nonostante ciò non sediamo ancora a un tavolo. Siamo in piazza per l'articolo 18, per noi non ci devono essere mediazioni su questo capitolo, vogliamo partecipare a quelle trattative, non esserne giusto informati". No anche a quello che è stato definito il "modello Marchionne", il sindacato lamenta l'impossibilità di rappresentare i propri iscritti: "Come Fiom siamo fuori dai cancelli della Fiat, non riusciamo a rappresentare i lavoratori, non abbiamo più diritti sindacali, non ci vengono riconosciuti nè le assemblee ne i permessi e neanche i contributi sindacali in nome di un Marchionne che ha deciso che è così". I manifestanti scesi in piazza Garibaldi chiedono, in nome della democrazia, una legge sulla rappresentanza sindacale con regole certe. Il corteo dei manifestanti ha proseguito a sfilare per le vie del centro sino alla sede dell'Unione Parmense degli Industriali.

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