Sciopero generale: domani la Cgil in piazza contro la riforma del lavoro

Il corteo cittadino partirà alle 9 da Piazzale Santa Croce e si snoderà per le vie del centro fino a piazza Garibaldi, passando dalla sede dell'Upi: astensione dal lavoro in tutti i settori pubblici e privati

Giornata di mobilitazione domani, venerdì 20 aprile, per tutte le categorie della CGIL nella provincia di Parma contro la riforma del mercato del lavoro e i provvedimenti sulle liberalizzazioni del commercio, per rivendicare crescita, sviluppo e lavoro. Anche il nostro territorio sarà infatti interessato per l’intera giornata dallo sciopero generale di tutti i settori pubblici e privati che rientra nel primo pacchetto provinciale di 8 ore delle 16 complessive indette dalla CGIL nazionale.

Il concentramento del corteo è alle 9 in Piazzale Santa Croce, da qui partirà la manifestazione che si snoderà per il centro cittadino, passando davanti alla sede dell’Unione Parmense Industriali in strada al Ponte Caprazucca e fino a piazza Garibaldi, dove, dopo gli interventi di Patrizia Maestri, segretaria generale Cgil Parma e di alcuni delegati di aziende del territorio, si svolgerà il comizio conclusivo di Cesare Melloni, della segreteria regionale CGIL Emilia-Romagna.

Il sindacato contesta le scelte del governo Monti in materia di pensioni e aumento dell’imposizione fiscale sul lavoro e chiede di spostare il peso fiscale dai redditi da lavoro/pensione ai grandi patrimoni; rilanciare gli investimenti e l’innovazione; lottare in modo più incisivo contro la corruzione e l’illegalità. "I contenuti del Disegno di Legge definito ”Riforma del lavoro in una prospettiva di crescita” -si legge in una nota- parlano sicuramente di riforma ma non di crescita. Sul tema della precarietà, sono stati fatti molti annunci ma le proposte del Ddl sono assolutamente insufficienti a dare garanzie soprattutto ai giovani".

"Sul tema degli ammortizzatori -prosegue la Cgil-non c’è risposta ai lavoratori discontinui e alle migliaia di persone che a causa delle nuove norme, e dopo la riforma delle pensioni, rischiano di trovarsi senza lavoro, senza reddito e senza pensione. Sull’articolo 18 le iniziative dei lavoratori e delle lavoratrici e della CGIL contro i contenuti della prima proposta di riforma del Mercato del Lavoro hanno portato ad un primo risultato importante ma non ancora sufficiente: la riconquista dello strumento del “reintegro” anche nel caso di licenziamenti economici ingiustificati".

 

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