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Contrabbando, la Guardia di Finanza sequestra 26 mila litri di gasolio

Anche la nostra provincia è interessata alla fornitura di carburanti, provenienti dall’Europa dell’Est, indebitamente diluiti con acqua od olii lubrificanti: i finanzieri hanno fermato un'autocisterna e sequestrato il gasolio, per un valore di 32 mila euro

La Guardia di Finanza di Parma, nell’ambito dell'attività di servizio finalizzata al controllo economico del territorio, anche mediante le pattuglie del servizio “117”, ha avviato mirate indagini tese a monitorare la presenza di eventuali fenomeni di contrabbando di prodotti petroliferi: tale fenomeno, oltre a sottrarre ingenti risorse economiche alle casse dello Stato, crea una sleale concorrenza tra gli operatori di settore nonché, spesso, problematiche ai consumatori dovute alla scarsa qualità del prodotto petrolifero utilizzato che può arrecare danni meccanici ai motori.

In effetti, non sono rare le segnalazioni di cittadini parmensi che, subito dopo avere “fatto il pieno”, rilevano avarie ai motori delle proprie autovetture determinate, appunto, dalla scarsa genuinità del carburante. Da un’analisi di rischio e di intelligence operata dai finanzieri di Parma è emerso che anche questa provincia è interessata dalla fornitura di carburanti, provenienti dall’Europa dell’Est, indebitamente diluiti con acqua od olii lubrificanti. In tale contesto, i militari del Corpo hanno sottoposto a controllo su strada un’autocisterna diretta all’Interporto, condotta da un soggetto di nazionalità rumena. 

I primi accertamenti hanno consentito di rilevare evidenti irregolarità nella documentazione di trasporto del carico che, a seguito di più approfonditi riscontri, si è rivelata palesemente falsa. I Finanzieri hanno quindi proceduto al sequestro dei 26.000 litri di gasolio da autotrazione di provenienza illecita per un valore di circa 32.000 euro nonché dell’autocisterna. Le imposte “accise” evase ammontano a circa 16.000 Euro. Sono in corso, anche attraverso l’esecuzione di specifiche analisi chimiche, accertamenti finalizzati ad appurare l’esatta qualità del prodotto e ad individuarne la provenienza.

Il conducente, con precedenti penali sempre per reati di contrabbando, è stato denunciato alla locale Autorità Giudiziaria. Rischia un condanna alla reclusione da sei mesi a tre anni ed una multa pari ad un importo che va dal doppio a dieci volte l’imposta evasa. Ulteriori indagini sono in corso per individuare gestori di distributori stradali o depositi di carburanti utilizzatori del carburante di contrabbando. Nel 2015, primi nove mesi, sono stati già svolti n. 12 controlli fiscali a distributori stradali di carburante di Parma e provincia: nel corso di tali interventi viene, tra l’altro, verificata anche l’effettiva quantità di benzina o gasolio erogata rispetto a quanto indicato nella “colonnina”.
 

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