Cornocchio, sgomberato il campo nomadi. "Non è in condizioni di agibilità"

"Il campo nomadi così come è non ha più le condizioni di agibilità consentite dalla legge". Per questo l'assessorato al welfare ha avviato l'iter di riqualificazione delle strutture presenti nell'area del campo nomadi

"Il campo nomadi -si legge in una nota del Comune di Parma- così come è non ha più le condizioni di agibilità consentite dalla legge. Impianti elettrici e di riscaldamento non a norma costituiscono un pericolo prima di tutto per coloro che vi soggiornano, soprattutto per i bambini. Per questo l'assessorato al welfare ha avviato l'iter di riqualificazione delle strutture presenti nell'area del campo nomadi che, ad oggi, è stato chiuso e nei prossimi mesi verrà sottoposto ad un intervento radicale di riqualificazione.

Si comincerà dalla struttura che ospita il team della cooperativa Aurora Domus che segue i nomadi sull'intero territorio del comune, per passare alle strutture che ospitano il dormitorio che verranno riaperte in autunno, dopo gli interventi di igienizzazione; mentre per le "casette" che ospitavano fino ad oggi le famiglie macedoni e bosniache il primo passo sarà quello della demolizione per, essere sostituite in futuro, con strutture adeguate.

Così come preannunciato nei mesi scorsi, con il ferragosto, l'area nomadi di via del Cornocchio è stata completamente svuotata e tutte le famiglie presenti sono uscite. "Tale operazione - spiega l'assessore al welfare Laura Rossi - era indispensabile prima di tutto per motivi di sicurezza ed igiene. L'area necessita infatti di un rifacimento complessivo di tutta l'impiantistica, le strutture che ospitavano le famiglie sono completamente deteriorate e richiedono la sostituzione delle stufe non a norma, inoltre l'area va sgombrata dai rifiuti ingombranti accumulati negli anni".

Date le gravissime condizioni in cui il campo si trova oggi, condizioni che non rispondono neanche più ad un livello minimo di decenza,  abitabilità e soprattutto non garantivano in alcun modo la sicurezza delle persone che lì vivevano (compresi i numerosi bambini)  è indispensabile e non più procrastinabile l'intervento di messa in sicurezza del luogo.

Nel corso degli ultimi anni, il Comune non ha investito con continuità nell'area nomadi che è lentamente scivolata verso il degrado. Tanto che, per motivi di sicurezza  i contratti di concessione sono stati sospesi dal 2009 riducendo di fatto, in assenza del principale strumento di contrattazione, le possibilità di intervento progettuale da parte degli operatori del soggetto gestore in appalto - Aurora Domus. Le famiglie presenti nel campo, nel tempo, hanno apportato modifiche alle strutture introducendo soluzioni di fortuna e creando di fatto condizioni di pericolo non compatibili con la presenza di tanti minori.

In questi mesi gli operatori del Comune, in collaborazione con l'equipe dedicata, messa a disposizione dall'ente gestore, hanno predisposto un piano per facilitare l'uscita dal campo delle 7 famiglie presenti (14 adulti e 19 minori): alcuni hanno trovato sistemazione da parenti, altri hanno lasciato spontaneamente il luogo, altri hanno trovato soluzioni autonome sul mercato privato e saranno sostenuti (se necessario), come tutti gli altri nuclei con redditi precari e le ultime due famiglie sono state collocate in alloggi di accoglienza del Comune, pagando affitti e utenze  poiché in condizioni reddituali  modeste ma regolari.

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L'amministrazione comunale ha prorogato il contratto con Aurora Domus poiché il progetto nomadi non si esaurisce nella gestione del campo, ma gli operatori esperti dovranno continuare a seguire i 17 nuclei famigliari collocati in appartamenti (69 adulti e 56 minori) e le altre aree con insediamenti  autonomi della città: circa 170 persone. Prosegue, quindi, il lavoro educativo, di tutela e di presidio del territorio anche se con notevole  riduzione della spesa. L'area di via del Cornocchio sarà quindi recintata e messa in sicurezza. Nei prossimi mesi, in linea con la nuova Legge Regionale su Sinti e Rom e le nuove direttive in fase di predisposizione, sarà ripensato ed elaborato un nuovo progetto che proporrà una area di sosta  di dimensioni più limitate, il ripristino della palazzina operatori e la manutenzione del "dormitorio di emergenza" invernale collocato contiguamente all'area.

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