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La conferenza stampa dello Spi Cgil

La conferenza stampa dello Spi Cgil

'Nessun dorma', i pensionati della Cgil di Parma in piazza a Roma

Lo Spi Cgil provinciale organizza sei pullman per il corteo nazionale di venerdì 28 ottobre che partirà da Piazza del Popolo: contro le manovre del Governo e l'ipotesi di tagli alle pensioni

Venerdì 28 ottobre i pensionati dello Spi Cgil di Parma parteciperanno con almeno sei pullman alla manifestazione "Nessun dorma. Combattiamo per il futuro, più equità, più diritti, più  giustizia”, promossa dallo Spi Cgil nazionale che partirà alle ore 10 da Piazza del Popolo a Roma. Le ragioni della mobilitazione sono state spiegate stamattina all'interno della conferenza stampa, alla presenza del segretario Spi Cgil provinciale, Paolo Bertoletti, insieme alla segreteria al completo del sindacato pensionati Cgil Parma, a Edda Furini, del Coordinamento Donne Spi, e alla segretaria generale Cgil Parma, Patrizia Maestri. I pullman partiranno alle ore 3.30 di mattina. Posti sui pullman ancora liberi, per prenotare telefonare alle sedi sindacali.

"L’iniziativa dei pensionati - si legge in una nota- rientra nella mobilitazione autunnale della Cgil contro le manovre estive del Governo che colpiscono sempre i soliti noti, attaccano i diritti dei lavoratori e la contrattazione, tagliano pensioni, welfare e servizi. Dopo lo sciopero generale del 6 settembre, la manifestazione di pubblico impiego e scuola (8 ottobre) e dei metalmeccanici (21 ottobre), venerdì prossimo è dunque la volta dei pensionati".


“Le ragioni che ci portano di nuovo in piazza – affermano dalla segreteria Spi Cgil di Parma – sono tante. Le manovre economiche di questi mesi avranno pesanti ripercussioni sulla vita quotidiana delle persone, in particolare sulla fasce sociali più deboli”. "Le preoccupazioni dello Spi derivano poi anche dai nuovi provvedimenti allo studio del Governo per raggiungere il pareggio di bilancio sollecitato dalla UE. "Si vuole infatti intervenire ulteriormente sulle pensioni e nello specifico anticipare per tutti l’andata in pensione di vecchiaia a 67 anni , mentre sulle pensioni di anzianità si vuole andare al superamento progressivo sia dei 35 anni che dei 40 anni di contributi".

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