Tabiano, Renault incendiata. I carabinieri: “Una bambinata”

L'auto distrutta dalle fiamme in località Ponte Rosso non sarebbe oggetto di un atto intimidatorio. "Quando si parla di auto in fiamme a Salso viene sempre la pelle d'oca, ma questa volta è verosimile che si tratti di un gioco tra ragazzini" e smentiscono episodi simili nel circondario

L’auto andata in fiamme la notte di Natale non sarebbe frutto di un atto intimidatorio. Secondo i rilievi eseguiti dai carabinieri di Salsomaggiore si tratterebbe sì di un incendio di natura dolosa, ma “più simile a una bravata da ragazzi che non ad un atto intimidatorio”. La vettura abbandonata da anni in un campo vicino ad un’autorimessa nei pressi della località Ponte Rosso di Tabiano sarebbe stata ereditata dai figli di un uomo residente a Varano Marchesi da tempo deceduto.

Nelle vicinanze del rogo che ha avvolto l’autovettura, si trova uno stabile disabitato da oltre trent’anni. Gli inquirenti dato valore nullo del veicolo, da quasi dieci anni radiato dai registri Aci, suppongono si possa trattare di un atto vandalico senza un preciso scopo. Il capitano della stazione di Salsomaggiore ha infatti spiegato che potrebbe essere “solo una bambinata. Quando si parla di auto in fiamme a Salso viene sempre la pelle d’oca, ma questa volta è verosimile che si tratti di un gioco tra ragazzini. L’ipotesi più accreditata è che lanciando dei petardi sul veicolo quest’ultimo abbia inaspettatamente preso fuoco”.

Per quanto riguarda gli episodi simili avvenuti nel circondario di Ponte Rosso di cui si è parlato in questi giorni, dalla stazione dei carabinieri arrivano le smentite. “In quell’area non abbiamo nessun precedente – ha affermato il capitano – qualche settimana fa vi era stato un danneggiamento al vetro di un veicolo parcheggiato al lato della carreggiata. In realtà si trattava di un sasso che aveva colpito lo sportello facendo andare in frantumi il finestrino”.

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