menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Regio in crisi, Cgil: "Regolamenti di conti sulla pelle dei lavoratori"

Disappunto della Slc Cgl per gli 'scenari nefasti' che si potrebbero verificare. "Conseguenze drammatiche per il mantenimento dei livelli occupazionali, responsabilità economica degli ex soci"

Teatro Regio a rischio chiusura. Lavoratori e sindacati in allarme. E' netta e dura la presa di posizione della Cgil dopo l'appello di Carlo Fontana che ha denunciato le spese pazze del passato, l'annunciato taglio dei contributi da parte della Fondazione Cariparma: "Sembrano essere frutto di battaglie politiche ed opportunismi":

"CGIL Parma, la segreteria SLC CGIL Parma e la rappresentanza sindacale SLC CGIL del Teatro Regio manifestano grande preoccupazione e disappunto per gli scenari nefasti che potrebbero delinearsi per il futuro del Teatro Regio qualora la Fondazione Cariparma dovesse confermare i tagli all’ente annunciati nei giorni scorsi.

Se così fosse, ci si troverebbe di fronte ad una riduzione dell'attività e delle produzioni con conseguenze drammatiche per il mantenimento dei livelli occupazionali e dei periodi di lavoro nonché per l'economia ed il prestigio della nostra città. Tutto ciò, nel momento in cui il problema occupazionale nel settore della cultura è particolarmente grave, come testimoniano le oltre 1100 domande di partecipazione alle audizioni indette dal Teatro Regio per 24 giorni di lavoro. Problema occupazionale che è altrettanto grave in tutti i settori produttivi della nostra provincia in previsione di un 2013 in cui l'economia stenterà a ripartire e gli ammortizzatori sociali, in particolare quelli in deroga unici disponibili per le piccole realtà aziendali, saranno fortemente ridotti.

È sconcertante constatare che l'avvio del percorso di salvataggio e rilancio del Teatro Regio attuato dalla nuova dirigenza, a partire appunto dal necessario risanamento finanziario ed economico e dalla tutela dei posti di lavoro, rischi di venire vanificato per ragioni che probabilmente non hanno nulla di attinente e che piuttosto sembrano essere il frutto di battaglie politiche, regolamenti di conti e opportunismi di varia natura giocati sulla pelle dei lavoratori e di tutti i cittadini di Parma.

È invece necessaria un'assunzione di responsabilità politica, sociale ed economica da parte degli ex soci fondatori e dell’imprenditoria locale per garantire il nuovo piano industriale del Regio, inteso come opportunità di sviluppo e rilancio dell'intero territorio parmense e dell'immagine del nostro paese nel mondo. Nei prossimi giorni occorrerà convocare tutti i tavoli necessari per valutare la situazione e le possibili soluzioni, a partire da quello con la direzione aziendale, il Presidente della Fondazione Teatro Regio (il sindaco Pizzarotti), e con gli altri soggetti istituzionali ed economici che dovrebbero avere a cuore una soluzione positiva di questa vicenda".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Inquinamento: via libera ai diesel Euro 4 fino a lunedì 8 marzo

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

ParmaToday è in caricamento