Terme di Salsomaggiore a rischio chiusura: procedura di licenziamento per 81 lavoratori

Terme di Salsomaggiore. Un'eccellenza del territorio che rischia di scomparire. I vertici aziendali infatti hanno avviato una procedura di licenziamento collettivo per 81 lavoratori. I sindacati: "Atteggiamento gravissimo della proprietà"

Terme di Salsomaggiore. Un'eccellenza del territorio che rischia di scomparire. I vertici aziendali infatti hanno avviato una procedura di licenziamento collettivo per 81 lavoratori, circa un terzo del totale della forza lavoro. L'incontro, svoltosi il 3 ottobre, tra i sindacati  e la proprietà -rappresentata dal Comune di Salsomaggiore Terme e dalla Regione Emilia-Romagna, non è andato a buon fine. La procedura di licenziamento rimane, i sindacati protestano e il futuro della struttura termale sempre più a rischio. 

"Nessun risultato -si legge in una nota dei sindacati- è emerso dall’incontro tra sindacati di categoria e proprietà al tavolo istituzionale convocato lo scorso 3 ottobre dal Sindaco di Salsomaggiore Terme Filippo Fritelli. I vertici aziendali appena nominati hanno aperto una procedura di licenziamento collettivo per 81 lavoratori, circa un terzo della forza lavoro, mettendo a rischio così il proseguimento dell’attività e rendendo evidente la volontà di procedere ad una veloce svendita dell’azienda. Dopo anni di sacrifici dei lavoratori con cassa integrazione mai accompagnata né da riqualificazione professionale né tanto meno da un progetto di rilancio aziendale, oggi le istituzioni proprietarie, primi fra tutti il Comune di Salsomaggiore Terme e la Regione Emilia-Romagna, vogliono procedere velocemente ai licenziamenti e annullano i protocolli già firmati e l’ultimo accordo siglato nel mese di luglio 2014.

FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTUCS UIL ritengono gravissimo tale atteggiamento della proprietà, che non riconosce per la società di cui è proprietaria il valore degli ammortizzatori sociali ancora disponibili e nega l’applicazione di un ulteriore periodo di cassa integrazione in deroga e del contratto di solidarietà già condiviso con la precedente dirigenza dell’azienda e previsto dal progetto industriale.

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Si mette a rischio così l’occupazione nella principale realtà produttiva del termale e si svilisce il ruolo del suo valore curativo, fondamentale per tutta l’economia del territorio. I lavoratori e i loro sindacati continueranno a richiedere il ritiro della procedura per affrontare le future trattative che devono avere come obiettivo la salvaguardia dell’occupazione e dell’attività."

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