Trovata coppa d'oro dell'età del Bronzo: è custodita a Parma

Si trova nelle sale del Museo Archeologico Nazionale il reperto straordinario rinvenuto a Montecchio Emilia: è destinato a cambiare radicalmente alcune idee consolidate sui commerci in Europa di quasi 4 millenni fa

E' custodita nelle sale del museo archeologico nazionale di Parma la coppa d'oro del peso di quasi mezzo chilo, alta poco più di dodici centimetri e con una lamina spessa circa un millimetro e mezzo, rinvenuta a Montecchio Emilia, in provincia di Reggio Emilia, un reperto straordinario. E' un reperto unico visto che posso vantare un oggetto simile nella propria collezione solo il British Museum di Londra ed il Landesmuseum di Bonn. Ha un delizioso manichetto ed è in oro pressoché purissimo, con rare tracce di argento e stagno. Ma se si pensa che risale all'antica età del Bronzo, vale a dire a un periodo compreso tra i 3800 e i 3700 anni fa, e che ha solo altri tre ritrovamenti simili nel mondo, e nessuno in Italia, ecco che il ritrovamento diventa assolutamente eccezionale.

L'oggetto, coperto da soli sessanta centimetri di terra, è stato rinvenuto lo scorso 9 marzo in una cava lungo il torrente Enza, nel comune reggiano e, secondo gli studiosi, è un ritrovamento che è destinato a cambiare radicalmente alcune idee consolidate sui commerci e sugli scambi nell'Europa di quasi quattro millenni fa. La tazza, in parte rotta da arature o lavori agricoli recenti, appare già schiacciata in antico: un danno forse intenzionale, probabilmente legato a uno specifico rituale. Nessuna tomba, struttura o cassetta di lastre conteneva il reperto, sepolto isolato in una semplice buca di nuda terra.

Gli studi sono appena all'inizio ma un dato è certo: si tratta di un ritrovamento eccezionale che lega idealmente il territorio di Montecchio Emilia agli henges del Regno Unito e ai recinti del Nord Reno-Westfalia, le zone da cui provengono i pochi confronti esistenti. "Questo ritrovamento dimostra quanto fosse ricca e articolata la rete di commerci quattromila anni fa - ha spiegato Filippo Maria Gambari, soprintendente per i beni archeologici dell'Emilia-Romagna -. L'Europa dell'età del Bronzo era di fatto una Europa unita: basti pensare che per fare un oggetto in bronzo servivano rame e stagno che erano concentrati solo in aree molto limitate molti distanti l'uno dall'altro. E non solo questo, se si pensa che l'ambra del Baltico arriverà in quei periodi sino alle coste del Mediterrano".

"Di sicuro questo oggetto aveva un valore elevatissimo già allora, quanto a quello che potrebbe avere oggi - ha aggiunto il soprintendente Gambari - basti dire che l'analoga tazza rinvenuta a Ringlemere in Cornovaglia è stata acquistata nel 2002 dal British Museum per la bella cifra di 270 mila sterline, cioé più di mezzo milione di dollari". Ma il suo valore è inestimabile per gli studiosi che ora proseguiranno le ricerche per comprendere come un oggetto così importante sia stato sepolto lungo gli argini di un fiume emiliano.

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