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Via Dalmazia a "luci rosse": prostitute in "vetrina" come ad Amsterdam

La storia di Laura, portoricana che ha lasciato due figli per venire a lavorare qui ed ha trovato solo questa squallida possibilità. E la voce dei residenti che chiedono sorveglianza in una zona ormai degradata

prostitute-sessoNon siamo al “Red Light District” di Amsterdam ma in via Dalmazia, a ridosso del centro storico di Parma. Eppure questra strada potrebbe essere senza dubbio in un quartiere a luci rosse della capitale olandese. Le prostitute, che sin da mattina stazionano sui marciapiedi, al calare della sera si trasferiscono in casa, solitamente negli appartamentini posti a piano terra, per affacciarsi nude in cerca di clientela.  Vengono tutelate dagli sfruttatori che controllano il quartiere, pronti ad avvisare dell’arrivo di una eventuale pattuglia, perché  le cose tornino alla normalità, ma giusto per pochi minuti.

I residenti vivono  da anni con queste grosse problematiche. C’è chi ormai vi ha fatto l’abitudine, soprattutto le persone anziane, finendo con l’evitare di uscire dopo una certa ora, chi ha provato a dire qualcosa direttamente a queste ragazze, ricavando intimidazioni, spintoni ed insulti da parte dei protettori, chi ha fondato un comitato di quartiere e cerca di cambiare la situazione proponendola agli organi preposti.

“Cosa vuol dire abitare in Via Dalmazia? Vuol dire guardare il telegiornale, e accorgersi che l’uomo che passa le serate fermo davanti a casa mia è stato arrestato a Milano con 120 ovuli di cocaina nello stomaco - commenta un cittadino. Mia moglie non può affacciarsi alla finestra senza sentirsi domandare quanto costa da qualche cliente. Vuol dire avere timore di chiedere alle prostitute di spostarsi dalle nostre macchine quando dobbiamo andare via. L’ultima volta mia figlia ha ricevuto insulti e sputi sul parabrezza. A Parma c’è ancora tanto da fare per quanto riguarda questa problematica, siamo indietro rispetto a Reggio Emilia, Bologna e Modena, dove vi sono stati interventi significativi. La situazione è migliorata rispetto agli ultimi anni, questo si, almeno di giorno non si spogliano in strada come un tempo, ma per quanto riguarda la sicurezza, ci sembra una lotta persa in partenza. Il questore ha promesso sorveglianza 24 ore su 24, ma a quanto pare non ci sono abbastanza fondi, quindi sono state installate delle semplici telecamere che questa gente ha imparato subito ad aggirare”.

C’è molta preoccupazione per i bambini, devono sempre essere accompagnati, e distratti quando si passa davanti alle finestre aperte. “Portavo mio nipote in asilo, e decisi di chiamare i carabinieri, perché queste donne devono avere rispetto almeno per i piccoli, chiudere le tende quando ne vedono uno, ma non è così. Mi risposero dal commissariato che non potevano farci nulla, in fin dei conti si trovavano in casa loro”.
 “Il valore dei nostri immobili è molto calato”, afferma uno dei residenti. “Non riusciamo neppure ad affittare appartamenti solitamente ritenuti di lusso. L’altro giorno una famiglia interessata ad un affitto nella vicina Corso Corsi ha rinunciato, una volta accortasi delle prostitute. Hanno due figli piccoli, come dargli torto”.

Anche la portoricana Laura ha due bambini, li ha lasciati a casa per venire in Italia in cerca di lavoro, ma è finita proprio in uno di quegli squallidi monolocali a pian terreno. Passa le sue giornate in piedi, per strada, aspettando clienti, per poi sedersi nuda davanti alla finestra, con le mani sulla tenda nel caso ci fosse bisogno di nascondersi. E’ l’unica che si fa avvicinare, le altre ragazze si dileguano in fretta. “Ho lasciato la povertà del mio paese sperando di migliorare il futuro dei miei figli. Ero pronta a qualsiasi lavoro umile, ma non mi è stato possibile senza i documenti in regola.  Ho iniziato a prostituirmi per mia scelta, ma una volta dentro è difficile uscirne. L’affitto è in nero, il padrone di casa lo cambia continuamente. Sono indietro di tre mesi con i pagamenti. I miei clienti? Principalmente anziani durante il giorno: io costo poco. La gente che abita da queste parti ci guarda con disprezzo, ma dovrebbero capire, diventiamo schiave giorno per giorno”.

Spesso la Guardia di Finanza controlla questi affitti illegali, e multa i proprietari, ma ciò non rimedia al problema. C’è un continuo flusso di ragazze che arrivano con le valigie, alcune si fermano poco, altre come Laura, stanno lì da anni.
Gli abitanti di Via Dalmazia chiedono di essere inclusi durante il giorno nei controlli che i militari effettuano nel vicino Barilla Center, e una sorveglianza continua la notte, per contrastare anche il pesante spaccio di droga visibile agli occhi di tutti, basta affacciarsi.

 

Foto 1: una ragazza nel quartiere a luci rosse di Amsterdam

Foto 2: le lampade accese alla finestra sono il segnale che la ragazza è libera

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