ViaEmiliaDocFest, premiati i vincitori. Negroni: "Importanza nazionale"

Dopo Modena e Reggio Emilia, Parma ha ospitato al Cinema Edison la tappa conclusiva del festival del documentario online, con la premiazione dei vincitori scelti dal web e dalla giuria

Serata finale ViaEmiliaDocFest

Compito non facile quello di riuscire a dare opportunità a registi emergenti di far conoscere i propri film a un pubblico più vasto di quello che popola festival dedicati. L'obiettivo della seconda edizione del ViaEmiliaDocFest si inserisce in quest'ottica, attraverso lo strumento del web sia come metodo di diffusione e distribuzione dei prodotti cinematografici, che come forma di democrazia di valutazione. Un festival a livello nazionale, giunto alla sua seconda edizione con la partecipazione di un centinaio di autori e 80 mila visitatori. L'originalità del festival sta proprio nella possibilità per gli utenti di votare dopo aver visto dal proprio pc i documentari in gara.

"Oggi in Italia vengono prodotti documentari di buon livello – spiega Enza Negroni, membro della giuria –. I trenta film selezionati dai cento iniziali, sono quelli ritenuti tra i più importanti per caratteristiche e specificità a livello nazionale e meritano di essere visti". Dopo una tre giorni di proiezioni e incontri a Modena e la proiezione dei film premiati a Reggio Emilia, Parma è stata la tappa finale a conclusione dell'evento, con l'attribuzione del Premio del Pubblico, risultato dei voti dal web, e il Premio della Giuria, composta, tra gli altri da Giuseppe Bertolucci, regista e figlio del poeta Attilio, Lorenzo Hendel, responsabile di DOC3, Enza Negroni, regista e sceneggiatrice, Gregorio Paonessa, fondatore della casa di produzione Vivo Film, Simone Pinchiorri, giornalista e fondatore del portale cinemaitaliano.info.

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È "La svolta – Donne contro l'Ilva", di Valentina D'Amico il film che ha ottenuto il riconoscimento dal pubblico, con un numero di voti nettamente superiore agli altri. Il documentario racconta l'impatto della più grande acciaieria europea dal punto di vista sociale e le ripercussioni ambientali e sanitarie sulla popolazione, attraverso la voce delle donne, mogli e madri di morti sul lavoro. È "Heart-quake", di Mark Olexa, il vincitore del Premio della Giuria, "per la rara capacità  - sottolinea Negroni - di raccontare dall'interno una storia delicata". Protagonista una donna kosovara con uno dei suoi cinque figli gravemente malato che, aiutata da un gruppo di volontari italiani, riesce a far operare al cuore il neonato in un ospedale milanese, tra le difficoltà e le minacce a distanza del marito.

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