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Vigile di Quartiere, la protesta degli operatori: "Ignari delle modalità di svolgimento"

Oggi parte il progetto dell'Amministrazione Comunale. Dura protesta di Fp Cgil e Diccap Sulp. La mancanza di formazione avrà "conseguenze immediate e dannose per gli operatori, che si ripercuoteranno inevitabilmente sui cittadini"

Vigili di Quartiere. Oggi parte il progetto dell'Amministrazione Comunale. Ma gli operatori protestano: "Alla data odiena --scrivono Fp Cgil e Diccap Sulp- gli operatori che saranno coinvolti nel progetto sono ancora ignari delle modalità di svolgimento dello stesso quanto della Zona loro assegnata". E ancora: la mancanza di formazione avrà "conseguenze immediate e dannose per gli operatori,  che si ripercuoteranno in breve ed inevitabilmente sui cittadini".

"In riferimento al progetto "Vigile di Quartiere", presentato in questi giorni dal Comandante della Polizia Municipale, FP CGIL e DICCAP SULP ritengono di esprimere alcune perplessità. Il Servizio, che prende avvio da oggi, 5 agosto, sembra l’espDicappressione di una volontà politica  che ha poco a che vedere col miglioramento del Servizio che il nostro Corpo offre alla città di  Parma quotidianamente. È impossibile non notare, infatti, un'arbitraria e poco lungimirante operazione di spostamenti degli appartenenti al Corpo, che inizia dai Commissari, per arrivare agli Agenti, passando attraverso la maggioranza dei nostri Ispettori; senza tenere conto di competenze e conoscenze personali, ignorando la storia professionale dei singoli, ma, cosa gravissima, le figure sopra citate sono ora riassegnate a nuovi ruoli a loro scarsamente familiari e, in molti casi delicati oltreché vitali per il buon funzionamento del Corpo di Polizia Municipale, senza fornire l'indispensabile formazione necessaria ad affrontare i nuovi compiti.

Ciò avrà, secondo i sindacati di categoria, conseguenze immediate e dannose per gli operatori,  che si ripercuoteranno in breve ed inevitabilmente sui cittadini. La perdita di professionalità, maturata in taluni casi con anni di servizio e la scarsa formazione ricevuta negli ultimi tempi (unite alla mancanza di mezzi, equipaggiamento e sedi fisse d'appoggio nelle immediate vicinanze delle diverse Zone), comporteranno, nella migliore delle ipotesi, inefficienze e ritardi nel Servizio alla città di Parma, oltreché difficoltà operative e rischi gravi e inaspettati per gli operatori.

Da settembre si vedranno molte uniformi in più sulla strada rispetto ad ora, ma il tanto pubblicizzato Vigilie di Quartiere non sarà in grado di risolvere i problemi di violenze (domestiche e non), spaccio o micro-criminalità delle nostre strade, visto che non ha, ad oggi, ricevuto la formazione e l'addestramento indispensabili per definirsi a tutti gli effetti Agente di Polizia Giudiziaria.

L'organico è insufficiente a colmare i bisogni della città e, secondo il parere di FP e DICCAP e degli operatori che da anni lavorano e vivono per Parma, le modalità di realizzazione di questo progetto hanno l'unico scopo di gettare fumo negli occhi dei  cittadini. Città che contano una popolazione ben più numerosa (Brescia o Milano solo per citarne alcune) assegnano al Servizio del Vigile di Quartiere una percentuale che si assesta attorno al 15% degli Agenti in forze al corpo, a Parma sarà del 60% circa (ben più alta è la percentuale se si considerano solo gli operatori esterni). Quel che è stato fatto, è una complessa ridistribuzione del personale che porterà più visibilità sulla strada a scapito di tutti quei Servizi che, almeno fino ad oggi, sono sempre stati ritenuti essenziali.

Quanto alle dichiarazioni secondo cui il progetto sarebbe stato condiviso con tutto il Corpo, questa nota vale più di qualunque dichiarazione. Alla data odierna, gli operatori che saranno coinvolti nel progetto sono ancora ignari delle modalità di svolgimento dello stesso quanto della Zona loro assegnata. In diverse occasioni è stato richiesto un confronto costruttivo per capire quale avrebbe dovuto essere il lavoro da svolgere, purtroppo non si è mai ricevuta risposta o convocazione alcuna. Per questo motivo FP CGIL e DICCAP SULPM valuteranno attentamente lo sviluppo del prendendo ancora una volta atto che il presunto coinvolgimento dei lavoratori del Comune di Parma, in questa Amministrazione è solo a parole".

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