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Welfare, Rossi e il nuovo documento: "Prioritarie le famiglie in difficoltà"

Dopo 5 mesi di un percorso che ha coinvolto circa 900 persone l'assessore al Welfare ha presentato un testo conclusivo. Sulla sospensione del Quoziente Parma: "Strumento non a costo zero per i cittadini"

DOCUMENTO WELFARE - Welfare.  Concluso il percorso intrapreso dall'assessore Laura Rossi durato 5 mesi vedendo il coinvolgimento di circa 900 persone. E' stato stilato un documento che ha preso forma dall'analisi di dati legati ad attività e spesa, delineando le scelte strategiche e le priorità di ogni area basandosi, secondo quanto sottolineato stamane dall'assessore Laura Rossi, su obiettivi a medio breve termine e a lungo termine. SCARICA IL DOCUMENTO

“Un cambiamento culturale in una società diversa più capace di coesione e che esprime concetti sociali che di per se stessi fanno prevenzione è qualcosa che necessita molto più che qualche mese per essere raggiunta – sottolinea Rossi – ma sugli obiettivi a breve termine si è già partiti, ad esempio con la riorganizzazione delle politiche abitative e sulla revisione dell'assistenza domiciliare, ma ci sono aspetti, come quelli che riguardano l'area minori, famiglie e disabilità, che necessitano tempi più lunghi, anche se l'impegno è concreto, anche attraverso un dialogo con i sindacati. Si tratta per la maggior parte di obiettivi raggiungibili nel 2013, altri invece che si cercherà di realizzare entro l'arco del mandato”. 

BILANCIO E TAGLI – Nessun taglio lineare ma conclusioni tratte dall'esito del bilancio per stabilire obiettivi prioritari incentrati sul sostegno alle famiglie povere e in difficoltà, ha sottolineato l'assessore. “Tutti i capitoli di bilancio relativi a contributi economici per situazioni di povertà estrema, dormitori, sostegno all'alloggio sono stati mantenuti e in alcuni casi ampliati, dovendo però necessariamente pensare a un ridimensionamento o una riorganizzazione dei servizi”. Un esempio tra tutti nell'ottica del principio di razionalizzazione e riorganizzazione riguarda i servizi di domiciliarità che, secondo quanto sottolineato da Rossi, sono sinora legati a figure altamente professionali e costose che però non soddisfano pienamente tutte le necessità personali, portando le singole famiglie a ricorrere a privati, il più delle volte a badanti per anziani. Una possibile soluzione potrebbe essere quella di rivedere il modello “mettendo insieme un pacchetto personalizzato comprendente figure a domicilio con prestazioni professionali tipo OS che si alternano a figure di aiuto formate adeguatamente. Tra le ipotesi potrebbero esserci ad esempio dei vaucher o altre erogazioni, che però potrebbero comportare piccoli contributi da parte delle utenze”.

CAMPO NOMADI – Una situazione grave sulla quale bisogna intervenire al più presto con soluzioni concordate con i singoli nuclei famigliari per trovare soluzioni in poco tempo la risposta dell'assessore, che aggiunge: “Sarebbe positivo riuscire a risolvere la situazione entro Natale ma è necessario trovare soluzioni compatibili con i tempi”.

QUOZIENTE PARMA – A seguito delle polemiche dei giorni scorsi riguardo alla sospensione del Quoziente Parma a seguito di parole di apprezzamento da parte del sindaco Pizzarotti nel corso della campagna elettorale, l'assessore Rossi ha tenuto a precisare che non si tratta di una messa in discussione del principio di equità su cui si basa, ma sul fatto che non incida sulla spesa. “Se davvero fosse a costo zero, riducendo il costo di qualsivoglia tariffa ad alcune famiglie, lo stesso aumenterebbe proporzionalmente per altre. Questo strumento ha rappresentato per anni un pesante aggravio per le casse del Comune, avendo comportato esclusivamente agevolazioni per tutti quanti. Per la Giunta la sua reintroduzione presuppone un patto con i cittadini: le famiglie in difficoltà, legittimamente, pagheranno in minor misura, ma quelle benestanti dovranno contribuire complessivamente di più con un aumento delle tariffe più alte”.

La sua sospensione è legata, ha precisato l'assessore, all'attesa per un nuovo decreto attuativo di modifica dell'Isee. L'intento della Giunta quindi è quello di valutare prima gli effetti sul bilancio che avranno le novità introdotte e poi eventualmente considerare una reintroduzione del QP. Dati alla mano, l'assessore ha sottolineato che i costi per la Giunta precedente sono stati di 118 mila euro per consulenze e studi, 82mila euro ai Caaf per il calcolo del quoziente e 520 mila euro le mancate entrate nel 2011 e 440 mila nel 2012 in relazione alla sua applicazione ai servizi educativi. “E' pretestuoso dire che sia un presupposto negativo, non si può dire che l'amministrazione non pensi alle famiglie in difficoltà, per noi le necessità dei nuclei si stabiliscono sulla base redditoriale non sul numero dei figli”.

PROGETTI EX AGENZIA PER LE FAMIGLIE – L'assessore Rossi ha sottolineato la disponibilità di motivare le singole scelte sulla base del rapporto tra costi e benefici in merito ai progetti dell'ex Agenzia per le Famiglie, sottolineando che il costo complessivo, che non considera però i costi di comunicazione ingenti tra opuscoli e striscioni, si aggira attorno ai 500.000 di euro in circa 4 anni.

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