Comune, 'bavaglio' ai dipendenti. Pagliari: "Inaccettabile cerotto sulla bocca"

Il nuovo regolamento vieta i rapporti con i giornalisti, limita l'utilizzo dei social network e commenti sulla situazione interna del Comune. "E' questo il nuovo modo di gestire il personale? Togliere il diritto di parola?"

L'approvazione del nuovo regolamento per i dipendenti comunali ha provocato aspre polemiche che sono rimbalzate anche sulla stampa nazionale. Se dall'opposizione e dai sindacati le voci di dissenso si sono subito levate la novità è che il capogruppo dei 5 Stelle di Bologna, Massimo Bugani ha criticato ed ha bocciato l'operato del primo cittadino Federico Pizzarotti. Scintille all'interno del movimento di Beppe Grillo sulla questione della libertà di dissenso e di critica. 

In merito al nuovo regolamento per i dipendenti adottato dal Comune di Parma che vieta, tra le altre cose, i rapporti tra lavoratori e giornalisti, oltre a limitare l'utilizzo dei social network e giungere a vietare commenti sulla situazione interna all'ente anche nei rapporti interpersonali che avvengono all'esterno del luogo di lavoro, il senatore Giorgio Pagliari ha dichiarato:

“Dopo la diffusione del nuovo regolamento imposto ai dipendenti del Comune, viene da chiedersi, è questo il nuovo modo di gestire il personale? Togliere il diritto di parola contro ogni principio? Togliere il rapporto dialettico? Così si mortifica il personale sul piano umano e professionale. Non è una riforma ma una controriforma, si usa la tecnica dello struzzo, si mette la testa nella sabbia per non vedere. Di riforma la macchina comunale ha bisogno, c'è demotivazione, ci sono gli effetti delle politiche di annullamento delle professionalità messe in atto in 13 anni dal centrodestra.

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C'è un problema di riorganizzazione dei procedimenti e un problema di turnazione, vorrei dire scientifica, perché ci sono da combattere l'assuefazione al ruolo e il radicamento nell'ufficio con gli effetti che questo ha. Un Comune attento ha bisogno di personale motivato dalle plurime esperienze, cioè nella condizione di avere da qualunque postazione di servizio una visione complessiva. Questo, senza pretese di esaustività, è ciò che una amministrazione che abbia visione strategica e senso della propria missione non può evitare di fare. Semmai così fosse non ci sarebbe certo bisogno del cerotto sulla bocca. Il malessere e i rapporti non ottimali si curano con il confronto e non con i diktat, facile via di uscita di chi non vuole affrontare i problemi”.

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