Minacce su Facebook, Pizzarotti: "La misura è colma, ora denuncio"

"Stiamo vivendo in un clima di odio, non stupisce: abbiamo un Ministro dell'Interno che evoca ruspe e definisce zingaraccia le persone di diversa etnia"

Il sindaco Federico Pizzarotti ha annunciato, tramite un post su Facebook, l'intenzione di denunciare un utente del social network che ha scritto insulti e minacce al sindaco come commento di una notizia di cronaca.

"La misura è colma -scrive il sindaco su Facebook- vi spiego perché e cosa farò. Premessa: stiamo vivendo in un clima di rabbia e di odio, bastino come esempi i commenti sui social network.

Siamo bombardati da una manica di imbecilli (una minoranza frustrata e urlante) che ogni giorno vomita odio, xenofobia, razzismo, offese personali, minacce e violenza. Gratuitamente.

Non stupisce: abbiamo un Ministro dell'Interno che evoca ruspe e chiama "zingaraccia" le persone di diversa etnia.
La politica è specchio di una società sofferente e con la febbre alta.

Ma al di là del pensiero politico di ognuno, noi (tutti) possiamo scegliere se aizzare, incitare, infiammare gli imbecilli, oppure cercare di utilizzare una dialettica e un modo di porci tali da farci riflettere, sì, ma senza innescare bombe di disprezzo, intolleranza e violenza.

Possiamo farlo, è nostra facoltà.

La politica ha le sue responsabilità, mi ci metto in mezzo. Ma ce l'hanno anche i giornali. In questo caso un quotidiano che per raccontare un fatto di cronaca parla di "Far west" o di "battaglia", quando è possibile (pure legittimo oltreché doveroso) raccontare lo stesso fatto senza colorirlo così fantasiosamente.

Dai, nessuno è fesso: sappiamo l'effetto che fanno le parole sulle persone, soprattutto in questo periodo storico.        

La prova provata è tal un utente di Facebook, il quale si prenderà una bella denuncia (la prima in otto anni da sindaco), che commentando il fatto cita me andando oltre l'offesa: minaccia la mia famiglia augurandole il male e la violenza.

Sono una persona paziente e di solito compatisco l'ignoranza. Non in questo caso: mettono in mezzo la mia famiglia, la offendono e le augurano violenze carnali della peggior specie.

Non è accettabile, tanto più se questa violenza non viene intercettata da chi gestisce le pagine social e prontamente spazzata via con un click dello smartphone.  

Perciò, mentre col tizio ci vedremo in tribunale, al quotidiano chiedo maggiore sensibilità e soprattutto l'accortezza di eclissare gli ignoranti e i violenti dalle loro pagine, come io cerco di fare dalla mia. Isoliamo i violenti con la civiltà. #Facciamolotutti

Non negheremo loro il diritto di parola, non sia mai: grazie al diritto di parola sapremo evidenziare meglio l'ignoranza di alcuni rispetto alla civiltà di tutti gli altri".

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