Quartieri, Pd: "Perchè i 5 Stelle hanno bocciato la nostra proposta?"

"E' veramente strano che un Movimento che ha fatto della partecipazione dei cittadini il proprio cavallo di battaglia e che non manca di imputare all'opposizione di essere poco costruttiva, respinga questa proposta".

Il Movimento Cinque Stelle boccia la proposta sulla consulta dei quartieri, è accaduto nell’ultimo consiglio comunale. Il Gruppo Consiliare del PD ha presentato una mozione che sollecitava una discussione, nella sede più appropriata e cioè il consiglio comunale, su come individuare nuove forme di rappresentanza e di partecipazione dei cittadini a livello di quartiere.

"Al centro della proposta -si legge in una nota- la creazione di consulte composte oltre che da singoli cittadini anche da rappresentanti di associazioni di volontariato, enti no profit, pubbliche istituzioni, associazioni di categoria e partiti politici, con la funzione di mappare i problemi del quartiere, fare proposte, esprimere pareri sui principali atti dell'amministrazione comunale. E’ veramente strano che un Movimento che ha fatto della partecipazione dei cittadini il proprio cavallo di battaglia e che non manca di imputare all’opposizione di essere poco costruttiva, respinga questa proposta. Suonano carenti e poco pertinenti le motivazioni della bocciatura: le nuove consulte non sostituirebbero infatti le attuali forme assembleari nei quartieri, che sono uno strumento legittimo a disposizione della Giunta per spiegare il proprio operato e incontrare i cittadini,  ma sarebbero degli organismi autonomi, capaci di autoconvocarsi, organizzarsi, fare progetti e proposte. 

La reale motivazione di un rifiuto così poco comprensibile sembra essere piuttosto la presenza all’interno delle consulte di membri in rappresentanza dei gruppi organizzati, i cosiddetti corpi intermedi, che la maggioranza in comune ha dimostrato in diverse occasioni di non riconoscere come interlocutori validi. Nell’idea dei Cinque Stelle gli unici titolati a rappresentare il quartiere sono i singoli cittadini, meglio se sorteggiati, un modo certo particolare di interpretare la Costituzione e di intendere la democrazia.Ci saremmo comunque aspettati che il farraginoso e lungo percorso iniziato dalla giunta per realizzare organismi alternativi ai vecchi consigli di quartieri (sorteggio tra i cittadini, gruppi di lavoro...) fosse almeno discusso in consiglio comunale. Ma evidentemente anche questo organo risulta un intralcio"

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