Terme di Salsomaggiore, Gambarini: "Bruciati milioni di euro in investimenti assurdi"

Francesca Gambarini, capolista tra i candidati parmigiani alle Regionali per Forza Italia in una nota fa presente come la Corte dei Conti abbia rivelato le Terme come peggior partecipata della Regione Emilia-Romagna

Terme di Salsomaggiore e Tabiano. Dopo le proteste dei lavoratori che rischiano il posto di lavoro, la polemica torna alla politica. Francesca Gambarini, capolista tra i candidati parmigiani alle Regionali per Forza Italia in una nota fa presente come la Corte dei Conti abbia rivelato che "Terme di Salsomaggiore e Tabiano siano la peggior partecipata della Regione Emilia-Romagna. Negli ultimi 7 anni ha bruciato milioni di euro in investimenti assurdi".

"Terme di Salsomaggiore e Tabiano salgono ancora una volta agli orrori della cronaca -scrive Francesca Gambarini, capolista tra i candidati parmigiani alle Regionali per Forza Italia. La Corte dei conti, infatti, ha rilevato come sia la peggiore partecipata della Regione Emilia Romagna. La Corte sottolinea come i 2,4 milioni di euro di perdita nel 2013 abbiano inguaiato il bilancio della Regione e come sia già al terzo esercizio negativo consecutivo. Ma il giudizio della corte è stranamente clemente. Infatti, Terme perde 4 milioni di euro, non 2,4 (se si conta la cassa integrazione) e perde non da 3 esercizi consecutivi, ma ormai quasi da 10. Secondo la relazione dei revisori dei conti di Salsomaggiore, Terme ha perso 15 milioni di euro di valore patrimoniale il 30% del valore della produzione (ovvero dei ricavi). Da 5 anni ha piazzato 81 dipendenti su 220 in cassa integrazione in deroga, saccheggiando il fondo regionale senza alcun progetto serio di rilancio. Finita la cassa, il 30 novembre prossimo, gli 81 cassaintegrati diventeranno, per l'azienda, di colpo, 81 esuberi da licenziare. Negli ultimi 7 anni ha bruciato milioni di euro in investimenti assurdi, con la complicità di Comune, Regione, Provincia e di manager incapaci. Insomma, di fronte a tutto questo e al fatto che gli autori sono noti e riconoscibili, nessuna autorità fa nulla, nonostante da anni Forza Italia denunci questo autentico scandalo. Ormai l’azienda è morta, ma sarebbe moralmente doveroso chiedere conto agli autori del misfatto. Ma siamo in Emilia e la Corte dei conti guarda i conti degli altri ma non quelli, in rosso, dei compagni"

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