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Il presidente Kyle Krause, con il figlio Oliver a La Spezia - foto Ansa

Il presidente Kyle Krause, con il figlio Oliver a La Spezia - foto Ansa

Krause, quanti grattacapi: da un mercato sbagliato a una stagione da raddrizzare

Il presidente, encomiabile per passione e ottimismo, incoraggia tutti i giorni la squadra, vive per il Parma ma ha da risolvere qualche problema: dettato principalmente dalla classifica. Il progetto stadio va avanti

Con lo spettro della Serie B a distanza ravvicinata, il presidente del Parma Kyle Krause si starà ancora chiedendo come è stato possibile che la sua squadra, per due volte in vantaggio di due reti, sia stata capace di farsi rimontare da Udinese e Spezia, due dirette concorrenti al traguardo della salvezza. Forse la sfida con l’Inter arriva nel momento giusto, per cercare di buttare in campo tutto quello che è rimasto e andare a giocare con la mente sgombra contro una big. A Collecchio, prosegue lo studio di due figure da inserire nell’organigramma, e di concerto va avanti anche il piano di restauro del tempio del Tardini.  La priorità è quella di assestare la società, si cerca sempre un uomo forte che sappia prendere decisioni quando serve, una sorta di Ad che faccia da collante tra squadra e proprietà, che riporti fedelmente il suo pensiero nelle stanze dei bottoni quando KK tornerà in America. Oltre all’uomo dei conti, il pressing è forte anche su un supervisore dell’area tecnica. Il profilo sarebbe già stato individuato, ma per ora vige la segretezza. Le candidature sono più d’una. Una mossa che probabilmente avrebbe aiutato di più se fatta prima, ma è inutile guardarsi indietro. 

Più lo si fa, più aumenta l’insoddisfazione per come si è deciso di agire. Purtroppo i risultati sono distanti anni luce dalle aspettative, la massima spesa non ha portato resa. Solo delusione. Adesso sembra persino inutile sedersi periodicamente attorno a un tavolo per fare il punto della situazione, sfuggita di mano. La speranza non ha ancora segnato le sorti di una squadra che si impegna ma non abbastanza - evidentemente - per portare a casa la pelle e che ha sciupato troppe occasioni per risalire. Ma non tutto è perduto. Difficile sì, ma non impossibile. Per quanto ottimistica sia la previsione di Krause, un uomo dall’entusiasmo travolgente, il capo d’azienda avrà messo in conto anche la peggiore delle ipotesi. 

Sarebbero diversi i grattacapi da risolvere, in caso di retrocessione: dalla svendita forzata (causa pandemia e mancanza di liquidità dei possibili acquirenti) dei big, alla perdita di appeal per lo svantaggio competitivo - essendo in una serie minore - con conseguente incapacità di resistere alle offerte ipotetiche di altre squadre per i presunti talenti, pagati fior di milioni nelle passate stagioni. Il piano Krause, puntare sui giovani mettendoli in vetrina per poi rivenderli, andrebbe a monte da subito. Un'ipotetica retrocessione, presupporrebbe di dover tenere i calciatori più appetiti dai club in passato, a fronte di un esborso economico drammatico per le casse di una squadra che militerebbe in cadetteria. In Serie B l’introito economico è parecchio diversi rispetto a quello milionario della A, che sta definendo la questione relativa ai diritti tv. D’altronde, lo aveva fatto capire a più riprese Marcello Carli, che sembra sempre più lontano dal mondo Parma che Krause ha in testa, indipendentemente dalla Serie. 

L’unico progetto che non subirà cambiamenti sarà quello di riqualificazione del Tardini, asset importante per la politica dei Krause, che stanno conoscendo il pane duro del pallone, che piace a tutti ma forse non è per tutti. E chissà cosa avrà pensato quando l’acquisto più costoso, Dennis Man, sotto ai suoi occhi increduli al Picco, ha giocato una delle ultime palle in maniera poco convinta, inventandosi un preziosismo quando proprio non serviva, nell’area avversaria. Sono cose che spiegano l’andamento di una stagione. L’entusiasmo va benissimo, ma non sempre avere entusiasmo significa avere competenze per riuscire in un mondo nuovo, diverso. Abituato a divorare risultati, senza essere riconoscente per le buone intenzioni. 

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