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Sandro Melli

Sandro Melli

ESCLUSIVA | Melli, la scuola calcio e il Parma: "Il mio desiderio è tornare in società"

L'idolo indimenticato della tifoseria crociata, racconta il nuovo lavoro e la sua voglia di insegnare calcio ai più giovani: "L'avevamo in testa con Lucarelli già dall'anno scorso". Il futuro? "Non importa il ruolo, l'importante è che torni"

Dal nostro inviato

PARMA - Inutile nascondersi dietro un dito. Sandro Melli non lo fa, non lo ha mai fatto. Non è suo costume farlo, non per niente è diventato idolo dei tifosi del Parma che ormai lo osannano anche in veste di commentatore tecncico. Melli non nasconde la sua volontà, quella di tornare al Parma: "Non importa in che veste - dice a parmatoday.it - l'importante è che torni. Vediamo se a fine campionato ci sarà la possibilità, parlerò con chi di dovere, se mi chiameranno. Non nascondo che questo è il mio desiderio". Non si nasconde, Melli, che piace sepre per il carattere che non gli è mai mancato, per il fatto di essere così, alla buona, uno che ha sempre tenuto a cuore le sorti della squadra della sua città. Amato, amatissimo dalla folla. Forse lo sarà ancora di più dopo l'esperienza che quelli del Colorno gli hanno presentato: metterci la faccia, il nome, la professionalità per una scuola calcio che porterà il suo nome e che già esiste. "Io porto idee nuove - dice Melli a Parmatoday.it - porto la mia esperienza e la mia voglia di mettermi in gioco. Sarò operativo a tutti gli effetti, con la presenza fissa cercando di migliorare e personalizzare alcuni metodi di lavoro. Non voglio stravolgere nulla di quello che già c'è. Porto solo la mia professionalità e che servirà, speriamo, a dare un apporto qualitativo che servirà anche alla formazione dei tecnici, oltre che dei ragazzi".

Come è nata questa idea?

"E' nata da tempo, cioè, ho sempre pensato di creare una cosa del genere. Da quando sono uscito dal mondo Parma. Ero d'accordo con Alessandro Lucarelli, qualche anno fa ne avevamo parlato, solo che poi non se ne fece più nulla. Adesso sono un po' più libero, quindi ho cominciato da solo, ma ciò non toglie che lui possa aggregarsi in futuro. Io ho parlato con Angelo Gandolfi di Errea, con i dirigenti del Colorno, che ringrazio tutti per avermi concesso questa opportunità. La scuola calcio esiste già, c'è un centro sportivo molto valido che a breve diventerà Federale e che subirà delle modifiche, sarà ampliato e migliorato dal punto di vista della qualità". 

E' un mestiere nuovo per lei, cosa porterà alla scuola calcio?

"E' una cosa nuova, sì, devo adeguarmi anche io, a un tipo di lavoro che non ho mai fatto prima. Ho a disposizione però la passione dei ragazzi e la professionalità degli educatori. Che saranno sotto la mia responsabilità. Io porterò la passione, l'educazione verso il compagno e verso questo sport, il rispetto per gli avversari e quello delle regole, il rapportarsi con me significherà anche crescere. Tutti insieme, anche i genitori che, a volte, 'fomentano' qualche discussione spiacevole. Devo allenare sia i ragazzi che gli allenatori. Sarà un lavoro nuovo insegnare ai ragazzi le tecniche basilari, lo stop, il controllo, il calcio. Sarà bello".

Quando sarà operativa la scuola calcio?

"Dal 5 aprile. La presentazione del progetto ci sarà il 4, dal giorno dopo sarò sui campi. Sperando di migliorare il servizio e rendere visibile questa scuola calcio anche a livello provinciale. Grazie al Colorno, ci riusciremo".

Ma Lucarelli poi, verrà l'anno prossimo?

"(Ride, ndc) Quando vuole. La nostra era una idea condivisa che spesso abbiamo discusso ai tempi del Parma. Lui adesso è impegnato, si sta battendo per riportare il Parma dove merita, ma quando vuole... ".

E lei, Melli, quando ci torna al Parma, l'anno prossimo?

"Questa scuola calcio non preclude nulla. L'impegno che ho con il Colorno mi permetterebbe di fare tutte e due le cose: allenare e lavorare per il Parma. Io non ho certezze di entrare in società, l'anno prossimo, quindi... . Anche se ho sempre detto che il mio desiderio più grande sarebbe quello di rientrare. Non so con quale ruolo, né quando, ma saranno i miei interlocutori a decidere. Quando mi vorranno parlare, sanno che accetto tutti i ruoli".

Quindi Team Manager andrebbe bene?

"Perché no? Sono disposto a tutto".

Ora che il campionato è in ghiaccio, magari, cominceranno a pensare all'anno prossimo.

"Il campionato è vinto, il merito è della società e dei dirigenti che hanno portato la squadra, con il lavoro di tutti, dove sta. L'anno prossimo? Vediamo, non dico che possa essere difficile, perché le difficoltà si superano con il lavoro. Se mai dovessero esserci dei problemi verranno affrontati con il lavoro. E quando poi l'asticella si alza, è normale che ci siano delle difficoltà. Il Parma incontrerà squadre blasonate, giocatori diversi". 

Ci vorrà una squadra per vincere la Lega Pro?


"Mah, l'importante è che uno abbia un'idea di squadra, poi vediamo. Perché se non hai gli uomini, difficilmente avrai dei calciatori. Il successo dipende dal lavoro. I tifosi giudicheranno dai risultati, ma la società va secondo me giudicata dalla programmazione, dal lavoro e dal risultato. E Pazienza se non dovesse succedere che si vinca al primo colpo. Niente tragedie".

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